L’angolo della lettura: gialli in estate, perché?

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Il genere noir è sempre più frequentato dai lettori che fruitori sempre più famelici, ingurgitano storie in cui la suspense è l’elemento attorno al quale i personaggi creati dalla fantasia dell’autore ruotano.

Fino all’inizio del ‘900 il “giallo” era considerato una tipologia di scrittura commerciale e per questo guardata con sufficienza.

I tempi cambiano e anche i gusti e, oggi, il noir rappresenta il genere letterario più in voga capace di reclutare un pubblico sempre più vasto. Perché?

I lettori seriali del genere, formano una categoria che ricerca il piacere di un’evasione in cui la tensione narrativa è basata sulla sperimentazione di emozioni forti.

Questa esigenza, come sostiene lo psicologo e psicoterapeuta Franco Sirianni, è tipica nell’odierna società dove la possibilità “di emozionarsi è una necessità importante”.

La motivazione del successo dei noir è psicosociologica perché si compone della necessità del pubblico di vivere un’emotività forte e dell’osservazione di una profonda trasformazione sociale che ha modificato gli equilibri pregressi creando scenari di precarietà, capaci di destabilizzare gli individui.

In questa giungla confusa, il noir, con la sua struttura specifica consente la scarica adrenalinica a cui  segue il rilassamento dovuto alla risoluzione del caso; il noir diventa e rappresenta il mezzo attraverso il quale ritrovare una forma di rassicurazione funzionale all’esistenza.

L’editore e scrittore Pietro Macchione, adduce il successo del giallo al fatto che al suo interno si riesca a soddisfare il bisogno di avventura e di mistero in cui l’intelligenza del lettore è fortemente sollecitata come in un incastro della settimana enigmistica.

Anna Zinola, esperta in Psicologia del marketing, in proposito aggiunge, che il giallo combina alla perfezione l’alternanza tra evasione e apprendimento che ne determina il consenso.

Si rileva anche una correlazione tra la lettura di gialli e il periodo estivo, a cosa imputarla?

Massimo Locatelli, professore di Filmologia all’Università Cattolica di Milano e autore del libro “Psicologia di un’emozione. Thriller e noir nell’età dell’ansia”, afferma che il noir è lo strumento che permette “di tirar fuori timori di vario genere” ricoprendo un ruolo svolto dalle fiabe del passato, sottolineando il passaggio alla modernità; un genere che  favorisce “un processo catartico grazie al quale possiamo osservare da lontano la paura”.

In estate, si delimita uno spazio in cui la persona vive un comfort nel quale gestire la frustrazione emotiva proposta da un libro e l’impressionabilità è circoscritta a quella zona, a quel momento.

L’esperienza vissuta è limitata nel tempo della vacanza che risulta temporanea; esiste un distacco tra ciò che si legge e ciò che circonda entro un confine personale rappresentato dal viaggio.

La sperimentazione dell’immersione totale nella trama del libro separano dalla vita quotidiana e, il viaggio incarna questo spirito di conoscenza e di comprensione che è il senso del viaggio stesso.