Agro medievale Nocerino-Sarnese, per un colpa di un convegno, sponsorizzato dalla Curia diocesana. Andrà in scena ad Angri, il prossimo 29 maggio. Ci sarà un negazionista dell’identità sessuale, uno di quelli convinti che l’omosessualità possa guarirsi con la parola di Dio e di Cristo, come se fosse una malattia: vai dal medico, anzi vai dal parroco o dal vescovo per la cura giusta. I blogger di mezza Italia calcano la mano in queste ore. Vorremmo tanto non unirci al coro. Ma il passo falso del nostro Vescovo, coraggioso in altre scelte e altri campi, fa riflettere sui tempi che viviamo, solo all’apparenza moderni. A Pompei hanno combattuto e combattono il Gay Pride. Nell’Agro si va oltre: il Gay non esiste e se esiste va curato. La speranza è questa: la partecipazione al convegno del Vescovo Giudice e di Don Longobardi sia almeno controcorrente, di dissenso. Altrimenti, riandando ad un convegno di sabato scorso con tanto di crediti formativi per giornalisti, ne dedurremmo che le fake news non solo esistono ma vengono pure distribuite pubblicamente.
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