L’Agro e la Gori, all’acqua pazza ma con gusto amaro

Le pubbliche scuse da sindaco di San Valentino Torio e presidente della Provincia arrivate da Strianese, la dura presa di posizione della Lanzetta a Nocera Inferiore, a Pagani Anna Rosa Sessa costretta a chiudere le scuole, il Tribunale di Nocera con chiusura anticipata e rischio di prescrizione per qualche processo, la situazione pesantissima ad Angri, San Marzano e Sarno con qualche ripercussione anche a Scafati e Nocera Superiore. Disastro Gori accelerato in queste settimane, in questi giorni e nelle ultimissime ore. Sindaci costretti a fare i conti con l’esasperazione della gente e tardivamente indignatisi, avvisi di mancanza d’acqua e calo di pressione inviati alla stampa in alcuni caso dopo l’inizio dei guasti. Vorremmo scherzarci sopra e ricordare che l’acqua pazza è una tecnica di preparazione del pesce che affonda le sue radici nella tradizione delle regioni di mare del sud Italia e consiste nella cottura di pesci di media grandezza in acqua, sale, olio, aglio e pomodorini. Ma se il pesce puzza dalla testa, manco l’acqua pazza basta. La Gori pretende tanto e pochissimo dà, malgrado un referendum perso resta il carrozzone per eccellenza, assieme alla Bonifica, che ancora condiziona le nostre zone. La battaglia per l’acqua pubblica è ancora lontana dall’essere vinta. Applauso a Roccapiemonte, unico posto dell’Agro ad aver capito tutto con sommo anticipo e ad avere evitato l’acqua pazza. Gli altri comuni però sono stati spesso inerti, girando le spalle al problema, anzi a volte dando la pezza d’appoggio alla Gori. In queste ore di disagio totale, è giusto ricordarlo.