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L’affaire “Autostrade” spacca il ministero alle Infrastrutture e il governo

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L’affaire “Autostrade” spacca il ministero alle Infrastrutture e il governo
Sembra passata un’eternità quando Toninelli, ministro delle infrastrutture del primo governo Conte, dovette gestire il caso del crollo del ponte Morandi a Genova. E, come allora, le acque al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono agitate. Eppure sono passati solamente pochi mesi e sulla questione “revoca delle concessioni ad Autostrade” si riaccende la polemica interna alla maggioranza governativa.
Nei giorni scorsi, infatti, l’Atlantia S.p.A., la società controllata dalla famiglia Benetton che controlla all’88% “Autostrade per l’Italia S.p.A.”, gestrice delle infrastrutture autostradali italiane, infatti, ha minacciato di congelare il piano straordinario di investimenti per 14,5 miliardi qualora le venisse rifiutata la garanzia statale per il prestito da 1,2 miliardi chiesto a Unicredit riaccende la tensione fra M5S e Pd sulla revoca della concessione ad Autostrade.
È, quindi, muro contro muro dentro al ministero poiché il destino di Autostrade si sovrappone al nodo della garanzia dello Stato chiesta dal gestore per ottenere dalle banche un prestito da 1,25 miliardi.
Il governo, espressione del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, si è mostrato compatto nel redarguire Atlantia dopo la minaccia ma il viceministro grillino Giancarlo Cancelleri getta benzina sul fuoco poiché accusa il titolare del dicastero, la ministra dem Paola De Micheli, di avere un dossier segreto e di aver fatto un accordo con ASpI, Autostrade per l’Italia. Si tratterebbe di un documento redatto dai tecnici del ministero delle Infrastrutture all’insaputa evidentemente dello stesso viceministro pentastellato concernente la revisione della convenzione in merito al sistema delle concessioni autostradali. Cancelleri, infatti, dice che il testo non è stato presentato «né ai Cinque Stelle, né a Conte» e attacca anche la società controllata dalla famiglia Benetton per «la logica del ricatto» che ci sarebbe dietro allo stop «agli investimenti programmati senza la garanzia dello Stato».
Dal Nazareno, però, fanno sapere che «sarà il Consiglio dei ministri a prendere una decisione sulle concessioni autostradali e in quella sede se ne discuterà. Non sui social o a mezzo stampa».
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