Politica e schiaffi. Politica e spintoni. Politica e rabbia. Da sempre il confronto nelle istituzioni italiane non è solo dialettico: a volte degenera in scontri fisici, tra protagonisti che perdono la misura e trasformano l’aula o la piazza in un improvvisato ring.
Uno degli episodi più celebri risale all’estate del 1996, nella splendida cornice di Amalfi. Attorno a un tavolino, intenti a discutere di politica, siedono Maurizio Gasparri, allora parlamentare, ed Edmondo Cirielli, oggi presidente della Provincia di Salerno ma allora giovane consigliere regionale di Alleanza Nazionale. Da un confronto pacato si passa presto a toni accesi, fino a quello schiaffo improvviso con cui Cirielli colpisce Gasparri. Le cronache del tempo raccontano che il futuro ministro commentò con amarezza, mentre Cirielli si sarebbe giustificato con un laconico “non ho resistito”.
Oggi Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato e responsabile nazionale Enti Locali, preferisce guardare avanti: “Nessuna preclusione alle proposte dei nostri alleati per la Campania — ha dichiarato — ma faremo le nostre valutazioni negli incontri previsti nelle prossime ore”.
Ma anche la provincia di Salerno ha avuto i suoi momenti di “politica muscolare”. Durante la presidenza di Villani a Palazzo Sant’Agostino, una discussione in una commissione consiliare sulle modalità di registrazione delle presenze in aula finì in rissa tra due consiglieri provinciali di maggioranza: Antonio Anastasio e Tommaso Amabile. In pochi istanti si passò dalle parole ai fatti: spintoni, uno schiaffo e infine un pugno che centrò in pieno volto Amabile, oggi sindaco di Fisciano, provocandogli una frattura del setto nasale.
Episodi come questi — raccontano le cronache e le voci di corridoio — non sono isolati. In tanti ricordano anche alterchi rimasti “riservati”, avvenuti negli uffici o nelle stanze di consiglieri e assessori, dove la tensione politica si intreccia con rivalità personali e vecchi rancori.
La politica è anche questo. Lo è stata in passato e, probabilmente, continuerà a esserlo: uno specchio fedele della società, capace di riflettere la passione civile, ma anche quella parte irrazionale che, talvolta, trasforma il confronto delle idee in scontro fisico.

