La via corta della tangente e quella lunga di diritti e doveri

Ci sono molti modi di definire ed etichettare la corruzione, ma non esiste alcun modo per riabilitarla, anzi dovrebbe esserci un modo per combatterla seriamente. “Se non combatti per porre termine alla corruzione e al marciume, finirai col farne parte.”, diceva Joan Baez. Il problema è, si fa per dire, riesploso negli ultimi mesi ad ogni livello. Nazionale, regionale, strettamente locale, anche dalle nostri parti. Riguarda francamente tutti i grandi schieramenti. Non è bastata Tangentopoli (non sconfisse i corruttori, si limitò a selezionare la specie), non ha avuto effetto la Seconda repubblica (anzi, ha portato al potere corruttori illustri) ed anche il Tempo del Sovranismo sembra non potersi opporre con efficacia (Lega e Cinque Stelle non fanno eccezione). Appare, la corruzione, un morbo tutto italiano. Quasi una giustificazione, ricordiamo ad esempio le parole pronunciate da Gassman impersonante l’imprenditore Santonocito nel film “In nome del popolo Italiano”, queste parole: “la corruzione è l’unico modo per sveltire gli iter e quindi incentivare le iniziative, paradossalmente è essa stessa progresso”.  Come se ne esce? Ricette semplici non esistono. Bisognerebbe cominciare dal piccolo, cioè dal non considerare un diritto come un favore e un dovere come una resa all’evitabile, piccole cose ma essenziali, un Bignami di educazione civica e morale. Non arriviamo alla favola, cioè al “Pagare le tasse è bello” che sa tanto di scandinavo. Basterebbe “Pagare le tasse è necessario”, soprattutto pagarle tutti se possiamo. E’ un discorso faticosissimo, coinvolge chi si rallegrò con “abbiamo una banca” e chi invece ha fatto del conflitto d’interessi l’arte di governare, arriva fino alle imprese di Legnano passando per il verminaio di Roma. Da queste parti, le nostre, non ci consoliamo affatto. Nell’ultima settimana abbiamo scoperto che siamo messi peggio di prima. Ma il discorso, come dicono quelli che parlano bene è a monte. Riguarda, ad esempio, chi vuole farsi la piscina nel terreno dietro casa magari soggetto a vincoli precisi e chi fa tutto l’abusivo possibile aspettando il condono, cioè il mezzo premio e non la mezza punizione. Chi froda l’assicurazione a danno di tutti, chi finge di cadere in una buca per far pagare il Comune. Esiste ancora il tabù del moralismo sentimental-sessuale, almeno a chiacchiere. Però il tabù dell’onestà è stato violato da tempo ed è un peccato che al sacerdote non si confessa, al massimo si confessa al giudice per far “scemare” la pena.  Secondo voi la corruzione in Italia è un problema ? Vi diamo 10 euro se dite di sì.