La truffa dell’anno: vent’anni da “cieco”, ma andava al bancomat da solo

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Per vent’anni si è spacciato per cieco assoluto, riuscendo a ottenere pensione d’invalidità e indennità di accompagnamento, ma i finanzieri lo hanno smascherato mentre conduceva una vita del tutto normale: camminava per strada senza aiuto, faceva commissioni, prelevava al bancomat e perfino controllava il resto dopo gli acquisti.

Protagonista della vicenda è un 39enne di Castellammare di Stabia, arrestato insieme alla moglie dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata, in esecuzione di un’ordinanza del GIP su richiesta della Procura oplontina. Entrambi sono gravemente indiziati dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso ideologico in atti pubblici.

L’indagine: vent’anni di inganni e un sequestro da 125mila euro

Le indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, erano partite già un anno fa con un sequestro preventivo per equivalente da 124.794 euro ai danni della coppia. Ma la storia non finisce lì: nonostante il sequestro, i due avrebbero continuato a ingannare l’Inps, presentando nuova documentazione medica falsa per confermare la cecità assoluta del marito.

Secondo quanto emerso, i coniugi avrebbero indotto in errore anche medici e dirigenti pubblici, riuscendo a ottenere la conferma dello status di invalido totale senza ulteriori accertamenti.

I video che hanno incastrato il “finto cieco”

La verità è venuta a galla grazie ai video girati dalle Fiamme Gialle: nelle immagini, l’uomo si muove con disinvoltura in spazi pubblici affollati, orientandosi senza alcuna difficoltà e compiendo gesti del tutto incompatibili con una condizione di cecità.

Un dirigente dell’Asl Napoli 3 Sud e un medico oculista consulente della Procura hanno confermato l’evidenza: la persona “cieca” in realtà era solo ipovedente, e perfettamente in grado di condurre una vita autonoma.

Dalla truffa al paradosso

L’episodio, che ha dell’incredibile, si aggiunge ai numerosi casi di falsi invalidi scoperti negli ultimi anni in Campania. Oltre al danno economico, stimato in oltre 120mila euro, la vicenda mostra ancora una volta come un sistema di controlli lacunoso possa essere aggirato con facilità.

Ora i due coniugi si trovano agli arresti domiciliari, in attesa di ulteriori sviluppi dell’indagine.

Un caso emblematico

La storia del “finto cieco di Castellammare” è destinata a diventare uno dei casi più emblematici di truffa ai danni dello Stato: vent’anni di finzione che si sono sgretolati davanti a una telecamera.

Un episodio che fa sorridere per l’assurdità, ma anche riflettere sulla necessità di rafforzare i controlli sulle erogazioni pubbliche e sulle certificazioni mediche, troppo spesso utilizzate come scorciatoie per ottenere benefici indebiti.