La straordinaria invenzione della stampa raccontata dal suo protagonista

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Intrigante, avvolgente, leggendario, un trinomio di bellezza che racchiude il nuovo testo di Raffaele Aufiero.

di Marco Visconti

Con Viaggio breve a Roma del carattere d’oro, Raffaele (detto Lello) Aufiero firma un nuovo e affascinante romanzo storico, edito da Gutenberg Edizioni, che riporta il lettore nel cuore inquieto dell’Europa del Quattrocento, là dove nasce una delle più grandi rivoluzioni culturali della storia: l’invenzione della stampa a caratteri mobili, avvenuta intorno al 1450 per opera di Johannes Gutenberg.Il romanzo sceglie una prospettiva originale e suggestiva: è lo stesso Gutenberg a raccontarsi, a dare voce alle sue ambizioni, alle sue sconfitte e alla visione che avrebbe cambiato per sempre il destino della conoscenza. Attraverso una narrazione colta ma avvincente, Aufiero intreccia sapientemente storia e leggenda, facendo convivere la ricostruzione storica con gli elementi mitici che da secoli circondano la figura dell’inventore.

Presentazione del testo di Aufiero a La Libreria Speakeasy di Pagani.

L’ambientazione è una Roma lacerata da conflitti di potere, contesa tra le grandi famiglie aristocratiche – Orsini e Colonna – e attraversata dalle tensioni dello Scisma d’Occidente, con papi oscillanti tra apertura intellettuale e rigida intransigenza. È in questo scenario che Gutenberg tenta di presentare la sua invenzione: una tecnica rivoluzionaria che promette di moltiplicare i libri e democratizzare il sapere, ma che ha bisogno di finanziatori. L’Italia, le banche fiorentine, la potente Chiesa romana sembrano le interlocutrici naturali; eppure una serie di eventi, intrighi e resistenze – che vedono protagonisti prostitute, preti, uomini dotti e monaci amanuensi, gelosi del loro secolare monopolio – impediscono all’inventore di realizzare il suo progetto.

Costretto dalle circostanze, Gutenberg sarà infine vincolato a tornare a Magonza (Mainz), alla ricerca di menti più lungimiranti. Ironia della sorte – come la storia insegna, e come il romanzo suggerisce in filigrana – l’inventore riuscirà a concretizzare la sua idea, ma non ne trarrà beneficio economico, poiché la tipografia passerà ai suoi creditori. Sarà invece proprio la Chiesa di Roma a comprendere fino in fondo la potenza della stampa, utilizzandola per standardizzare decreti e dottrina nei territori sotto la sua influenza, prima che la stessa invenzione diventi strumento di rottura con Martin Lutero e la Riforma protestante. Nel romanzo di Aufiero, passato e presente sembrano specchiarsi: l’Italia spesso chiusa alle idee nuove, l’Europa più pronta ad accoglierle; la tensione eterna tra innovazione e conservazione; il destino degli inventori, spesso compresi solo troppo tardi. Le leggende che avvolgono Gutenberg – dal presunto viaggio a Roma ai finanziatori ebrei, lo Yakar, fino al ruolo del fato – non vengono negate, ma trasformate in materia narrativa di grande fascino.

Raffaele Aufiero.

L’autore Raffaele Aufiero è nato a Pagani nel 1953 e vive a Roma dal 1977. Laureato in Filosofia all’Università Federico II di Napoli, allievo di Cleto Carbonara, è stato libraio, editor e funzionario del MiBACT (oggi MIC). Poeta, narratore, autore teatrale e critico militante, è stato avviato alla critica teatrale da Ruggero Jacobbi sulle pagine di Ridotto.Al suo attivo conta circa trenta libri pubblicati a partire dal 1972; due suoi romanzi sono stati tradotti in arabo e in armeno. Ha realizzato programmi culturali per la RAI – Servizi culturali per l’estero ed è stato collaboratore per la voce Teatro della Grande Enciclopedia Curcio.Dal 2003 al 2009 è stato ideatore e responsabile culturale del Premio di Letteratura Religiosa di Pagani. È iscritto al Sindacato Nazionale Autori Drammatici (SNAD).Con Viaggio breve a Roma del carattere d’oro, Aufiero conferma la sua capacità di coniugare rigore storico, profondità filosofica e piacere del racconto, offrendo al lettore non solo un romanzo, ma una riflessione attuale sul destino delle idee e sul prezzo dell’innovazione.