Il problema è capirsi. Oppure nessuno può capire nessuno: ogni merlo crede d’aver messo nel fischio un significato fondamentale per lui, ma che solo lui intende; l’altro gli ribatte qualcosa che non ha relazione con quello che lui ha detto; è un dialogo tra sordi, una conversazione senza né capo né coda. Ma i dialoghi umani sono forse qualcosa di diverso? Se lo domandava Italo Calvino. In tanti altri posti, anche dalle nostre parti, l’opposizione c’è ma è come se non ci fosse. In un piccolo posto del Cilento, l’opposizione manca sul serio. Accade a Rutino, abitanti 816. Due anni fa, Giuseppe Rotolo diventò sindaco, si aggiudicò la sfida col figlio Davide. Un duello, quello tra padre e figlio, presente solo sulla scheda elettorale. Come da loro stessa ammissione durante i comizi, infatti, Giuseppe e Davide sono scesi in campo per evitare che il comune venisse commissariato. In consiglio comunale, fatalmente, l’opposizione manca, per sopperire all’assenza di dibattito il sindaco si confronterà in un’assemblea pubblica con chi voglia fare domande o abbia dubbi da sciogliere. Giuseppe Rotolo ha accolta la richiesta dell’associazione Noi Consumatori di confrontarsi pubblicamente. “Nell’assemblea pubblica – spiega il presidente dell’associazione, l’avvocato Giuseppe Russo – potremmo proporre domande sulla sua amministrazione”. “Abbiamo sempre contestato al Comune di non avere un’opposizione – aggiunge – per questo abbiamo chiesto di fare questa assemblea ed il sindaco ci ha detto si. Avremo finalmente un confronto serio dopo anni di assenza di una opposizione”. L’assemblea avrà delle sue regole: innanzitutto ci sarà un arbitro, l’avvocato Michele Barbato, ex presidente dell’ordine di Vallo della Lucania ed ex amministratore locale; sarà pubblica, tutti potranno partecipare, verrà registrata da telecamere e verterà unicamente su questioni tecnico-giuridico amministrative. Fondamentalmente, ci si trascina di notte per le vie e si parla tra sé. Il dialogo alligna di giorno e risuona dei suoi traffici ignobili. Di notte si monologa. Come dei re. Ma solo in alcuni casi. Per gli altri, vale Platone. Un uomo di parte, quando è coinvolto in una disputa, non si interessa affatto dei diritti della questione, ma è ansioso solo di convincere gli ascoltatori delle sue proprie asserzioni.

