La Rondinella Onlus, un sorriso per i piccoli malati oncologici. L’intervista

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A volte il destino è talmente cinico e beffardo da immettere anche i bambini in quel tunnel oscuro chiamato cancro, da cui si può uscire solo con tanta forza di volontà, fede e un’imprecisata dose di buona sorte, oltre ad un’equipe di medici attenta, scrupolosa e competente. La patologia oncologica è un viaggio personale e familiare nei luoghi fisici e mentali più tristi, sconfortanti, dove anche un semplice gesto può diventare indelebile e importante. Ritrovarsi dinanzi ad un bambino malato di tumore fa salire tanta rabbia, può mettere in discussione le proprie convinzioni religiose, far nascere interrogativi senza risposte. Ma c’è chi va oltre i comuni sentimenti e reagisce al male creando un ponte d’amore e coltivando sorrisi, come l’associazione La Rondinella Onlus, un’organizzazione di volontariato di clown dottori formati attraverso corsi appositi, che attualmente opera all’interno dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, al fine di donare un sorriso ai bambini ricoverati nei reparti di pediatria e oncologia pediatrica. Senza scopi di lucro, senza raccolta fondi per le strade o nei supermercati, ognuno spinto da una motivazione o un istinto profondi, previa una dovuta preparazione coordinata da esperti del settore.

La Rondinella Onlus opera da circa otto anni sul territorio campano e oggi conta trenta volontari, autentici ambasciatori del sorriso, un momento di luce magica in grado di apportare non solo benefici psicologici, ma anche fisici: aumenta l’ossigenazione del sangue, rilassa le arterie, accelera il cuore, abbassa la pressione sanguigna con effetti positivi sulle malattie respiratorie e cardiovascolari, aumenta la risposta del sistema immunitario. “E’ un’idea che abbiamo sempre avuto, poi è arrivato il momento giusto per elaborare questo progetto di vita. In un momento molto particolare ho capito che era quello giusto per intraprendere questo grande cammino. Il vero motivo preferisco non renderlo pubblico, appartiene a me”, racconta la presidente Maria Rosaria Ascione, una donna che riesce ad esprimere dolcezza già attraverso la sola voce. Ma fra tanti modi di aiutare il prossimo perché la clownterapia? “Secondo me è la terapia più importante in assoluto, cercare di far sorridere un bambino che fa chemioterapia è splendido, è come entrare in un’altra realtà, se si riesce ad entrare in empatia con un bambino la malattia, seppur per pochi attimi, non c’è più”.

Entrare a far parte di questa nobile associazione non è semplice, ma richiede motivazione, sensibilità e soprattutto professionalità: “Chi vuole entrare a far parte della nostra associazione deve prima sostenere un colloquio con i nostri psicologi per capire le motivazioni. Se viene scelta può partecipare al nostro corso di formazione di 20 ore, dove si cerca di capire fin dove possiamo spingerci. Alla fine del corso i candidati vengono valutati da alcuni esperti che decidono se sono pronti per questa esperienza di volontariato”. I clown dottori sono attivi all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore tutti i venerdì, “ma quando c’è qualche bambino in emergenza noi scendiamo in campo anche in altri giorni”.

Le attrazioni che colpiscono di più la loro attenzione? “Il nasino rosso, le bolle di sapone, la favolaterapia, i palloncini, solo per attirare l’attenzione, poi improvvisiamo tutto, un buon clown dottore non può avere un copione, perché quello che si presenta davanti è sempre diverso e bisogna entrare in empatia col bambino e i genitori”.

Ma il lavoro di questi clown dottori non è fatto solo di sorrisi. “La parte più brutta è quando perdi un bambino dopo tante speranze insieme. Anche se ci hanno insegnato a gestire le emozioni non è per niente facile”.

La Rondinella Onlus ha sede a Pagani pur attivandosi nel reparto di pediatria a Nocera. Una piccola nota dolente mai accordata dalle istituzioni del Comune di Nocera Inferiore. Questi volontari chiedono solo di “avere un occhio in più da parte delle istituzioni di Nocera, noi non abbiamo un colore politico, ci conoscono molto bene, sarebbe ideale avere una piccola sede qui, un punto di appoggio, visto che la maggior parte dei volontari sono nocerini. Abbiamo anche uno sportello ascolto che gestisco insieme alla dottoressa Maria Ambrosio e che supporta i genitori”. Basterebbe un piccolo gesto da parte delle istituzioni per rendere un po’ più facile il loro difficile lavoro.

Luigi Ciamburro