Ricostruire è sempre complicato, in ogni campo. Un mese fa crollò il Ponte Marconi a Genova. Vittime, lacrime, storie di vite spezzate, troncate come quel maledetto Ponte. Ma ci sono crolli vari nelle nostre vite, tante per fare un esempio personale proprio in quello stesso giorno a me è crollata la stima, la fiducia e tanto altro nei riguardi di una persona: è stato un crollo che non ha fatto vittime ma ha spezzato qualcosa di importante. Ora, tornando a Genova, l’importante è smetterla di chiacchierare a vuoto. Si demolisca in fretta quel che c’è ancora da demolire e si ricostruisca in fretta, con criteri e con modi rassicuranti al massimo. Naturalmente il passato non si dimentica: le responsabilità vanne accertate e punite. Quel Ponte crollato un mese fa è lo specchio di tutti i guasti del nostro Paese. In quanto ai crolli personali, la ricostruzione dipende sempre da due persone, una non in basta. Occorrerebbe l’intelligenza e non l’instabilità, l’altruismo e mai l’egoismo, la coerenza e non l’oscillazione perpetua. Forse è più facile ricostruire a Genova.

