In comune hanno l’età, poco più che ventenni, il genere, quello femminile, e probabilmente la bellezza. Per il resto Alaa Salah architetto 22enne del Sudan e Jessy Taylor influencer ( o presunta tale) americana, hanno fatto parlare di loro in questi giorni, ma in modo diverso.
Partiamo dalla seconda, figlia di una generazione che ha sostituito l’essere all’apparire e che vive di nessuna ambizione. Jessy Taylor appare in un video, divenuto virale, in cui piangendo a dirotto annuncia che le è stato rimosso l’account di Istagram. “Non sono niente senza i miei follower, non sono niente senza i miei follower” ripete singhiozzando la 21enne dopo aver spiegato che il suo account da oltre 100 mila “seguaci” è stato rimosso.
E nel video, disperata, Jessy ammette che fare un lavoro “normale”, ossia alle 9 alle 17, non fa per lei, non ha nessuna qualifica ma solo una breve esperienza da McDonald’s. “Ho fatto tutti i miei soldi online e non voglio tornare indietro, sono qui a Los Angels perché voglio stare su Instagram”…
Alaa Salah, invece, appare per la prima volta su Twitter, in una foto che la ritrae in piedi su di una macchina mentre parla ad una folta folla della quale, maggior parte sono donne. Alaa è la nuova rivoluzionaria simbolo delle proteste contro il presidente Omar al-Bashir. Vestita di bianco, dito puntato al cielo, è stata soprannominata “Kandaka”, regina nubiana. Regina delle donne che si sono opposte al regime islamista.
È davvero impressionante il divario tra queste due ragazze, con idee e obiettivi diversi. Ci si chiede cosa le ha rese così distanti. La cultura? La religione? Certamente. Sopratutto i luoghi in cui sono nate e cresciute, gli esempi che hanno ricevuto; parlando in termini sociologici: la socializzazione primaria e secondaria. Ma a farla da padrona è sicuramente la società, da una parte incentrata sul consumismo, sul classismo e sulla sopra citata esigenza di apparire, ma anche di mettersi in mostra e ricevere consensi da dietro uno schermo, però. Dall’altra vi è chi porta avanti gli ideali di un popolo che vuole essere libero, che vuole slacciarsi da pregiudizi e vincoli di un oscurantismo che porta solo violenza e derivazione. Anche Alaa si mostra e cerca consensi, ma lo fa prendendosi carico anche di chi non ha il suo stesso coraggio, lo fa a discapito della sua vita, puntando il dito per ciò in cui crede.
America e Sudan distano più di 11mila km. E facendo questo confronto, mi viene da pensare che la loro distanza può essere addirittura raddoppiata.
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