Giocano troppi stranieri in Italia, questo è vero: finiscono per relegare in secondo o terzo piano, specialmente tra le big di A, i giovani talenti in cerca del salto di qualità. La Nazionale è abbondantemente penalizzata dall’impossibilità di scegliere tra un buon numero di candidati di spessore le maglie azzurre da assegnare. Mancini s’è lamentato. Ha ragione. Ma le soluzioni quali sono per accontentarlo? Una norma calata dall’alto per limitare l’uso degli stranieri negli undici di partenza? Figuriamoci se le big di A accettano una cosa del genere. Convocare i talenti interessanti anche se non trovano spazio nei club? Fattibile, ma considerando che una vera crescita a questi livelli presuppone l’abitudine a giocare un certo tipo di partite. Affidarsi allo Spirito Santo del pallone sembra l’unica soluzione del momento: partendo ovviamente da Chiesa e da altri come lui che smaniano dalla voglia di emergere alla grande.

