La Riflessione – Speriamo che l’Agro abbia finalmente Regione

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L’ultima volta due consiglieri regionali eletti, entrambi all’opposizione, Gambino e Paolino, rispettivamente per Pagani e Scafati, ma a tutti gli effetti rappresentanti dell’Agro intero a Palazzo Santa Lucia. Fare pronostici stavolta, è come prendere tutto il lotto non solo il terno in giorni in cui sono ancora messe in forse le due principali candidature a Governatore, ossia De Luca e Caldoro, per motivi diversi e in maniera diversa, da coalizioni ballerine, che troppo risentono di quel che avviene altrove, persino delle suppletive. L’Agro fa le prove generali. Pochissime candidature già annunciate. Il resto è in totale divenire, con aggiornamenti e posizionamenti giorno dopo giorno, con la necessità di trovare equilibri generali a livello nazionale ma anche complessi incastri nei posti caratterizzati anche dalle coincidenti Comunali. Schieramenti a parte, è necessario che a Palazzo Santa Lucia l’Agro sia degnamente rappresentato, in qualità e numero tali da tenere sempre in primo piano – certo meglio se in maggioranza che all’opposizione – le esigenze pressanti di un intero territorio. La scelta di fondo, quella per il Governatore ma anche le due preferenze per i consiglieri con obbligatoria alternanza di genere, spetterà agli elettori, che per la quinta volta saranno chiamati all’elezione diretta. La nuova storia iniziò nel 2000 con Antonio Bassolino – battaglia vinta contro Rastrelli – che nel 2005 portò a casa il bis, avendo ragione di Italo Bocchino. Prosegui nel 2010 con Stefano Caldoro, battendo Vincenzo De Luca, ed è arrivata nel 2015 fino allo stesso De Luca, battendo proprio Caldoro. Prima di loro i Governatori erano frutto di accordo politico, che non comprendeva il desiderio degli elettori. Si erano alternati dal 1970 in poi una sfilza di democristiani come Carlo Leone, Nicola Mancino, Alberto Servidio, Vittorio Cascetta, Gaspare Russo, Ciro Cirillo, Emilio De Feo, Antonio Fantini, Ferdinando Clemente di San Luca, Giovanni Grasso. Il primo a rompere la tradizione Dc, fu Antonio Rastrelli per Alleanza Nazionale, dopo di lui e prima di Bassolino ci fu spazio breve per il Popolare Andrea Losco. Con le Province azzoppate e i comuni boccheggianti, le Regioni, rappresentano subito dopo Europa e Governo, chance fondamentali per legiferare, progettare e riuscire ad intercettare risorse finanziarie in materia di politiche di coesione e di sviluppo. Insomma poteri e risorse ci sono ma vanno rispettivamente monitorati e gestite. Riuscire ad eleggere gente in grado di rappresentare degnamente e fedelmente il territorio, diventa un passaggio fondamentale, per l’Agro nel nostro caso.