LA RIFLESSIONE – Pics sulla pancia, guardare avanti ma senza paraocchi

9 Città Medie della Campania (Acerra, Afragola, Avellino, Aversa, Battipaglia, Benevento, Casalnuovo di Napoli, Caserta, Casoria, Castellammare di Stabia, Cava de’ Tirreni, Ercolano, Giugliano in Campania, Marano di Napoli, Portici, Pozzuoli, Salerno, Scafati e Torre del Greco) che, in qualità di Organismi Intermedi, attuano la strategia per lo sviluppo urbano, tenendo presente i 4 driver principali verso cui orientare gli interventi e che riguardano: a) contrasto alla povertà ed al disagio; b) valorizzazione dell’identità culturale e turistica della Città; c) miglioramento della sicurezza urbana; d) accessibilità dei servizi per i cittadini. E’ facile fare il copia-incolla dal sito della Regione e sbandierare per l’ennesima volta, stavolta nel nome dei Pics, ingolosendosi per le recenti firme avvenute per Cava, Battipaglia e Salerno degli accordi con la Regione che porteranno soldi alle città in questione, l’idea ormai accantonata della fusione tra le due Nocera. Meglio darsi un pics sulla pancia e parlare seriamente di Unione dei Comuni, realtà previste dai Pics, senza far clamore mediatico, guardando con obiettività alla situazione e cercando di elaborare una piattaforma intercomunale, la Città dell’Agro, qualcosa che tenga in vita tutte le municipalità ma che abbia lo slancio e le intelligenze, nelle forme previste, di guardare allo sviluppo della nostra terra, migliorandola coi fondi euro-regionali ma non solo con quelli, assumendo in primis l’Unione come ideale nel senso romantico e semantico della parola. I sindaci e i territori sono tutti ugualmente importanti e significativi, uno vale uno, non è il caso di fare distinzioni di densità e di popolazioni. I ragionamenti di pancia e di tasca lasciamoli a chi già li fa. La politica dovrebbe caratterizzarsi per altro modo di affrontare problemi e sfide.