In tutti i campi, in tutto quel che si può: liberalizzare quanto più si può, rendere la nostra Italia competitiva per davvero ed in grado di soddisfare diritti. Dall’economia alle istanze civili, dal commercio alle ultime volontà. La rivoluzione liberale vera fin qui non l’ha fatto nessuno e nemmeno il sol dell’avvenire s’è affacciato completamente, anzi. Non vi sia corsa sfrenata verso un centro che spesso non significa moderazione ma soltanto palude. Vi sia, invece, una spinta riformatrice vera, che metta l’Italia in condizione di crescere in tutti i campi. Non prevalgano i conteggi di basso profilo, riguardanti i seggi, ma sia per tutti stella polare l’innovazione, lo scatto in avanti.

