Cancellare, sostituire, bloccare, togliere potere, evitare il dissenso: sono le armi, da sempre, della censura. I tempi moderni hanno trasformato la censura. Ora va in onda specialmente su Facebook, il social che fa crede padreterni sempliciotti di paese e che esalta chiunque abbia un minimo di padronanza col mezzo (oltre che tempo da perdere, sottratto a faccende magari più interessanti o importanti). Allora ecco la soluzione: quello che scrivi non mi piace, faccio in modo di escluderti, trovando con altri una scusa qualunque (mai la verità, mi raccomando). Chiudiamo con le parole di Fellini, il regista, non Filini di Fantozzi: “La censura è sempre uno strumento politico, non è certo uno strumento intellettuale. Strumento intellettuale è la critica, che presuppone la conoscenza di ciò che si giudica e combatte. Criticare non è distruggere, ma ricondurre un oggetto al giusto posto nel processo degli oggetti. Censurare è distruggere, o almeno opporsi al processo del reale.”

