Oggi siamo in fibrillazione per una Terza Repubblica che non nasce, per i curriculum, per giovani leader che intendono la Costituzione come il certificato di sana e robusta. Ma vale la pena ricordare che esattamente 26 anni fa stavamo assai peggio. Un sabato, che non sarà mai piu’ normale e nemmeno italiano. L’attentato telecomandato che uccide Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta facendo saltare in aria, a Capaci, un pezzo d’autostrada. In pochi giorni si arrivò, mettendo da parte le estenuanti trattative, a Scalfaro Presidente della Repubblica, chiudendo la strada all’orribile candidatura Andreotti. L’Italia si indignò, la Sicilia pure. Poi arrivò l’altro attentato, quello a Borsellino, si dice figlio dell’inciucio Stato-Mafia. L’Italia attuale non è un mondo perfetto, a stento è un mondo. Ma l’Italia di quei giorni e di quegli anni era un pattume istituzionale, politico, affaristico e criminale.

