LA RIFLESSIONE – Dalla chat alla strada. Simone, fai scuola!

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“Nessuno deve essere lasciato indietro, nè italiani, nè rom, nè africani, nè qualsiasi tipo di persona.” Simone, 15 anni, cittadino di Torre Maura, zona periferica di Roma.
Simone, probabilmente, era a casa, magari a giocare alla play o a chattare con i suoi compagni, quando affacciandosi alla finestra ha sentito urlare :” non li vogliamo! Mandateli a casa! Bruciateli tutti!”. E lì, magari preso dalla curiosità di capire cosa stesse accadendo, è sceso in strada. Una volta in strada, però, non ha sentito la necessità di fare un gesto immaturo come schiacciare quel pane versato in strada, con i piedi, quel pane utilizzato come sfregio al bisogno. Non ha riso guardando la disperazione di quei volti affranti da tanta violenza, non si è unito ai cori di odio, ma è andato dritto dinanzi ad uno dei capi attivisti di Casapound e gli ha detto :” State a fa’ leva sulla rabbia della gente per racimolare voti. ‘Sta cosa di anda’ sempre contro le minoranze a me nun me sta bene!”.
Bello, verace, dritto al punto, senza giri di parole. Lui che  prende posizione in mezzo ad una folla che contesta e non in un salotto televisivo a urlare slogan.
E non dite che è di sinistra. Qua non c’entra nè la sinistra nè la destra, qua si parla di umanità, di intelligenza. L’intelligenza di un ragazzo di 15 anni che ha capito che non bisogna sempre strumentalizzare le minoranze per far” leva”, come lui stesso sottolinea, sui consensi della gente. La gente ha ragione ad essere esasperata da tanta indifferenza da parte di chi dovrebbe dar loro tutti i diritti di cittadino. Ma la colpa del degrado di una periferia, della criminalità, della disoccupazione, dei mancati collegamenti con il centro, sono dovuti esclusivamente alla presenza di 70 rom accolti in un centro di accoglienza? Una persona intelligente come Simone sa che non è così e non si fa manipolare da chi vuol far credere che sia così. La frase che colpisce è: ” quello che è successo è solo uno strumento per far sentire alle istituzioni che Torre Maura è in una situazione di degrado. Per me il problema è se mi svaligiano casa, non se lo fa un rom…”
Il senso di queste parole spiegano che ci è arrivato un ragazzino di 15  anni a dire che non bisogna istigare una guerra tra poveri.
“La società odierna, che introduce il singolo individuo a sentirsi nemico di tutti gli altri, genera in tal modo una guerra sociale di tutti contro tutti, che in taluni, specialmente se incolti, finisce inevitabilmente per assumere una forma brutale.” Così Friedrich Engels nel 1845 descriveva un fenomeno che anche oggi si manifesta in tutta la sua assurdità.
C’è chi gioca bene su questo, chi crea ad hoc il capro espiatorio, che ovviamente, come sottolinea anche Simone, é chi non ha nè armi nè potere per difendersi.