La ricetta de: ‘A pasta cas’ e ova

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Un piatto della tradizione povera napoletana, che può al giorno d’oggi diventare un salva pranzo

Nella Napoli raccontata dal grande Eduardo, spesso un argomento di cui si  parlava era cibo, con tutte le difficoltà legate per mettere in tavola un pasto che potesse definirsi tale, in grado soddisfare e sfamare la famiglia. 
Un piatto semplice, spesso e senza vergogna anche un piatto unico.

Molti sono i piatti di questa tradizione povera, tra questi, un posto nella hall of fame spetta senza dubbio  ‘A pasta cas’ e ova.
Un primo che non è secondo a nessuno, che si può fare velocemente e con pochi ingredienti.

Bastava avere qualche uova, un po’ di pasta senza badare troppo al formato e la classica “scorza” di formaggio, giusto pe’ sentire ll’addore e il pranzo era salvo.

Qualcuno la definisce la carbonara dei poveri, ma quella è un’altra cosa, qui ci sta l’immensità della fantasia che solo Napoli è in grado di regalare.

Inutile dire che in ogni famiglia che si rispetti ognuno tiene la sua ricetta segreta quelle della nonna della nonna, a casa mia la tradizione vuole che questo piatto venga fatto con i tubetti.

Ingredienti per 4 persone:


320 gr. di tubetti
4 uova
60 gr di sugna (strutto) o in mancanza di burro,
70 gr. di pecorino e 70 gr. di parmigiano grattugiati
un ciuffo abbondante di prezzemolo, s
ale (solo per la pasta),
pepe nero a mulinello qb.

Procedimento:

Mettere in cottura la pasta in abbondante acqua salata.
Nel frattempo, in una scodella sbattere le uova con pepe prezzemolo tritato e i due tipi di formaggio (aggiungendo anche un mestolino di acqua di cottura).
Due minuti prima di scolare la pasta, sciogliere nel wok la sugna (o il burro), poi aggiungere la pasta per farla insaporire.
A questo punto a fuoco rigorosamente spento anche il preparato di uova pepe formaggio e prezzemolo, saltare tutto fino a che non si leghi. Impiattare e spolverare con pepe nero a mulinello.

La Cantina:

Come da tradizione un piatto del genere si chiama un rosso frizzante, un vinello giovane e senza pretese, ma che oggi stanno ritornando prepotentemente di moda come il Gragnano, il Lettere, o un Penisola Sorrentina, che conservano intatti al palato tutti i sapori di una volta.