La vicenda dell’approvazione dello statuto dell’azienda consortile per i servizi sociali COMUNITA’ SENSIBILE , nel consiglio comunale di ieri 27 luglio rimarrà una delle pagine nere della storia democratica della città di Scafati, e di questa amministrazione.
Diversi consiglieri di opposizione avevano presentato emendamenti per proporre modifiche allo statuto. Noi come gruppo Insieme per Scafati non condividevamo la suddivisione delle quote di partecipazione in parti uguali al 25% tra Scafati, Angri, Sant’Egidio del Monte Albino e Corbara.
Un comune di 50.000 abitanti valeva quanto uno di 8.000 o di 2.000. Avevamo, pertanto, proposto un criterio misto, basato anche sul numero degli abitanti, molto più giusto, con Scafati al 39% , Angri al 30%, Sant’Egidio al 18% e Corbara al 13.%, al fine di non veder mortificato il peso dei cittadini scafatesi.
Altri emendamenti riguardavano i criteri di nomina degli amministratori per privilegiare procedure pubbliche e trasparenti ( in luogo di criteri non precisati che lasciano mano libera all’Assemblea dei Sindaci), un tetto al compenso degli amministratori e maggiori poteri di controllo del Consiglio comunale – e dunque dei cittadini – sugli atti e i bilanci dell’Azienda.
Ebbene ci è stato impedito di discutere e votare i suddetti emendamenti, con una motivazione cavillosa, ovvero adducendo come pretesto che mancassero i pareri del funzionario e dei revisori.
Ci preme ricordare che secondo il nostro Statuto gli emendamenti possono essere presentati sempre, sino all’inizio della discussione dell’argomento. E che, nonostante questo, proprio per prevenire discussioni strumentali, alcuni emendamenti li avevamo presentati venerdì, addirittura quattro giorni prima del Consiglio fissato per martedì.
Ci troviamo di fronte ad un’Amministrazione, un Sindaco ed un Presidente del Consiglio incapaci di organizzare i lavori del Consiglio e di far rispettare le regole democratiche a tutela dei diritti dei consiglieri ed in particolare delle opposizioni.
Rispetto agli emendamenti presentati in largo anticipo e a quelli che prevedibilmente sarebbero stati presentati in corso di seduta, l’Amministrazione non si è curata affatto di far intervenire in Consiglio il funzionario preposto ed i revisori, ammesso e non concesso che fossero necessari i loro pareri.
In passato emendamenti presentati dai Consiglieri di maggioranza avevano avuto il rilascio del parere in giornata dal funzionario responsabile. E’ evidente che non è in discussione solo l’opportunità di approvare o meno uno Statuto che così come è penalizza e mortifica Scafati, ma siamo oltre, siamo al palese mancato rispetto delle regole del gioco e alla condivisione dei principi basilari della democrazia.
Evidentemente il Sindaco temeva che alcuni di quegli emendamenti sarebbero stati approvati, anche con il voto favorevole di un pezzo della maggioranza che avrebbe votato per il bene della città e non con la cieca logica di parte.
Siamo favorevoli alle politiche sociali, ovviamente, come saremmo stati favorevoli alla costituzione dell’azienda consortile con le modifiche proposte. Ma non si può accettare quello che è successo, un fatto senza precedenti, che mortifica il ruolo dei consiglieri, le Istituzioni e la città.
Per questo preannunciamo che reputiamo doveroso rivolgerci a tutte le autorità competenti, per il rispetto dei diritti democratici.
I CONSIGLIERI COMUNALI
Michele Russo
Michelangelo Ambrunzo
Alfonso Carotenuto
Michele Grimaldi

