di Marco Visconti
Un tardo pomeriggio carico di emozioni ha avvolto l’Auditorium di Pagani, dove la musica napoletana di Gianni Conte ha regalato al pubblico uno spettacolo intenso, elegante e profondamente solidale. La serata, organizzata dalla compagnia Amici a Teatro a sostegno per Aisla – sezione Salerno-Avellino-Benevento, ha devoluto il ricavato alle attività dell’associazione impegnata quotidianamente nel supporto ai malati di Sla e nella lotta per migliorare l’assistenza sanitaria e sociale sul territorio.

Volto noto dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, Gianni Conte, ha saputo coinvolgere e conquistare il pubblico con un viaggio musicale nella tradizione partenopea, sottolineando come il napoletano sia diventato un linguaggio universale, amato e interpretato anche da artisti non napoletani, fino a essere riconosciuto come patrimonio culturale dell’umanità.Il repertorio, scelto con grande cura, ha attraversato tra le varie canzoni i capolavori intramontabili come “Pigliate ’na pastiglia” di E.A. Mario, “Luna Rossa” di Vincenzo De Crescenzo e Antonio Viscione, “’O surdato ’nnammurato” di Aniello Califano ed Enrico Cannio, “Napul’è” di Pino Daniele e “Don Raffaè” di Fabrizio De André.

Ogni interpretazione è stata resa unica dall’intensità vocale dell’artista, capace di trasformare ogni brano in un momento di forte partecipazione collettiva, con il pubblico a scandire i versi tra applausi e coinvolgimento emotivo.A rendere la serata ancora più speciale, gli intermezzi teatrali curati dalla compagnia Amici al Teatro, con sketch brillanti e raffinati. Alfonso Giannattasio, organizzatore dell’evento e fondatore della compagnia, attualmente impegnata in una rassegna teatrale Pagani Teatro Festival proprio presso l’Auditorium, Rosario Battinelli hanno creato momenti esilaranti.

Dalle parole al canto, con la partecipazione di Rosaria Chianese, gli attori hanno poi condiviso il palco con Gianni Conte in una suggestiva esecuzione corale “L’arte d’o sole” di Capaldo. Il momento più toccante è arrivato nel finale, con l’intervento del direttivo Aisla, preceduto dalla lettura di una testimonianza scritta da una donna affetta da Sla, figlia di un membro del direttivo. Parole forti, sincere, che hanno restituito al pubblico la complessità e la fatica quotidiana della malattia, sia per chi la vive sia per chi accompagna.«Occorre fare rete», hanno ribadito i rappresentanti di Aisla. Perché la rete sostiene, unisce, fa sentire meno soli.

