Nell’ambito del seminario didattico “GenderLAB” (in programma dal 25 febbraio al 9 maggio 2016), lunedì 14 marzo, dalle ore 14.30 alle 18.00 presso l’Aula 11 ex Lingue, Campus di Fisciano si terrà la Lezione – Laboratorio con FRANCESCA FALCHI e GUIDO MARIA GRILLO, tratta dallo spettacolo teatrale “La maledizione dei puri. Se Pasolini e De Andrè”, a cura del Laboratorio di studi di Genere del DIPSUM, OGEPO, di ORIGAMUNDI Ass.Culturale, della Cattedra di Storia contemporanea prof. M.R. Pelizzari, con il patrocinio del CUG UNISA.
Intervengono, oltre agli autori-attori, i professori: Sebastiano Martelli, Vincenzo Esposito, Carmine Pinto. Introduce la professoressa Maria Rosaria Pelizzari. Coordina la dott.ssa Laura Picciau. Nel corso del laboratorio saranno ‘presentati’ dieci fatti / personaggi appartenenti alla recente cronaca italiana, a cavallo tra il XX ed il XXI secolo. Situazioni e personaggi-simbolo sui quali gli studenti e le studentesse saranno invitati a riflettere, a partire dalle modalità di una “Passione” laica, che ne ha caratterizzato la vita e la morte stessa. Figure e accadimenti dei quali è necessario perpetuare la memoria, per scuotere la coscienza di chi vive in un eterno presente.
Un filo rosso collega, idealmente, Federico Aldrovandi, Rita Atria, Padre Pino Puglisi, Donatella Colasanti, la gente sorpresa dal terremoto dell’Aquila, i protagonisti della vicenda Eternit, la Madonna delle Grazie, i malati di AIDS, fino a Eluana Englaro e ad Antonio Russo. Questi uomini e queste donne “crocefissi” hanno contrassegnato momenti epocali della nostra Storia collettiva. Hanno rivoluzionato, nel bene e nel male, il comune sentire e l’immaginario di una società contraddistinta da due morali: forte e intransigente con i poveri, debole e comprensiva con i ricchi.
Perché Pasolini e De Andrè? Tra Pasolini (1922) e Fabrizio De André (1940) vi sono quasi vent’anni di differenza. Marxista rivoluzionario l’uno, anarchico e libertario l’altro. Questa dicotomia sembra però risolversi in quello che de André definisce “il più grande rivoluzionario di tutti i tempi”: Gesù Cristo. A partire da questa “idea unitaria di Cristo” e dalla visione del reale espressa dai due artisti, il progetto “La maledizione dei puri” (a Salerno, Teatro del Giullare, 15 marzo, ore 21.00) si propone di raccontare quei fatti di cronaca all’interno di una drammaturgia dove il linguaggio poetico si interseca con quello musicale, dove il Cristo di Pasolini-DeAndré si incarna in dieci “figure” incastonate nei Dieci Comandamenti appositamente reinterpretati. I Cristi -raccontati da Francesca Falchi e Guido Maria Grillo – sono figure reali e terrene nei quali il divino è scintilla intrinseca all’umano. La drammaturgia sottolinea l’urbanicità di queste figure, l’inserimento in un quotidiano che li distrugge perché non li comprende né accoglie; perché la loro “purezza” disarticola l’impalcatura che sostiene interessi politici, religiosi e sociali dei contemporanei, i cui comandamenti sono ineludibili e inumani.
La partecipazione al seminario prevede, in base al numero delle lezioni frequentate, un riconoscimento di crediti per i corsi di laurea in: Beni Culturali; Lettere; Scienze dell’Educazione, Scienze Pedagogiche e Educatori professionali ed esperti della formazione continua; Sociologia. Per i frequentanti del Corso di Laurea triennale in Arti e Spettacolo e magistrale in Scienze dello Spettacolo e della Produzione Multimediale è prevista l’assegnazione di un (1) CFU per Tirocinio Extracurriculare, utile ai fini della valutazione della prova finale.

