La liberazione raccontata attraverso il quadro di Floriano Pepe

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Floriano Pepe

L’artista (1912-1969) ha lasciato la sua impronta artistica su base internazionale, ma non ha mai dimenticato il suo territorio e lo fa descrivendo spaccati della sua Pagani.

di Marco Visconti

Nel settembre 1943 gli alleati scrutano il territorio paganese credendo, illusoriamente, che ci fossero diverse truppe tedesche. Ci sono molte notizie di cronaca dell’epoca che raccontano di bombardamenti alleati in alcune vie storiche della città per scovare il grosso dei tedeschi che, in realtà, erano pochi ed emaciati, alcuni dei quali aiutati dagli stessi paganesi. Il celeberrimo pittore paganese, Floriano Pepe, ritrae in via San Francesco un padre addolorato dalla morte dei figli, tra cui Annunziata (detta Nunzia) Calce di anni 10. Il pittore vive in quella strada, vicino casa sua è crollata un’abitazione in data 13 settembre alle ore 22:30 a causa di un bombardamento aereo. La bimba muore sotto le macerie, il sofferente papà, Gabriele Calce, la prende e la tiene tra le braccia. Pepe immortala questa scena mentre fa da sfondo una bolgia infernale: l’odore acre del metallo e l’accecante polvere.

 Maria Luisa Pepe, figlia di Floriano Pepe, racconta del perché è rappresentata solo Nunzia Calce nel quadro, «Nunzia Calce, cugina del mio papà, era andata a dormire a casa sua come accadeva spesso, mia nonna la teneva come una figlia, in mezzo a 6 figli maschi. Quella sera, purtroppo, i fratelli andarono da lei per farla dormire a casa loro e lei, benché a malincuore, ubbidì. Si tolse il pigiamino e andò con loro. Dopo poco, la sua casa fu bombardata e lei morì sotto sotto le macerie. I miei nonni e mio padre con i suoi fratelli non riuscirono mai a perdonarsi di non aver insistito abbastanza per farla restare». Oltre ad Annunziata Calce, figlia di Gabriele Calce e di Anna Serao, perdono la vita la sorella Anna Serao di anni 12; Rita Calce di anni 4, la più piccola tra le sorelle, e Rosa Calce di anni 14. La liberazione paganese ha causato 75 morti, ne ricorda questo momento l’ingresso del cimitero sito in via Leopardi.

Vita di Floriano Pepe

Nasce nel 1912, all’età di 13 anni inizia a studiare pittura con il maestro Clemente Tafuri . Nel 1934 la sua pittura conquista già gli animi degli intenditori durante una mostra provinciale a Nocera Inferiore.  Nel 1953, dopo esser stato acclamato alla mostra d’arte plastica figurativa di Pagani, gli viene commissionato un affresco nella Basilica Sant’Alfonso Maria de Liguori, poi parzialmente distrutto durante il restauro post terremoto dell’ ’80.  Nel 1958 diventa membro dell’Unione della Legion d’Oro, organismo collegato all’Onu. Nello stesso anno entra nell’Accademia Pontificia Tiberina. Nel 1961 aderisce alla prestigiosa Accademia dei 500.  Nello stesso anno sposa Elsa Bove e l’anno successivo nasce la sua unica figlia, Maria Luisa. Nel Natale del 1969 il maestro pittore Paganese muore. La sua memoria continua a essere viva grazie alla bellezza eterna della sua arte e al lavoro che l’associazione Floriano Pepe, presieduta da sua figlia, porta instancabilmente avanti, in nome suo e della cultura.