La Juventus travolge un Napoli a pezzi: 3-0

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Finisce 3-0. Pulito, netto, quasi chirurgico. La Juventus di Thiago Motta non ha semplicemente battuto il Napoli: lo ha messo in tasca con la freddezza di chi sa di essere tornato padrone del proprio destino. Tre gol, tre momenti diversi, tre firme che raccontano una storia: David al 22’, Yildiz al 78’ e Kostic all’86’. Tre reti pesanti, perché pesantissime sono le conseguenze in classifica.

Il Napoli di Conte arriva a Torino con la consapevolezza di poter fare male, ma esce con la sensazione di aver preso una lezione di pragmatismo e cinismo. I bianconeri hanno concesso pochissimo, hanno chiuso ogni linea di passaggio centrale e hanno punito con ferocia ogni errore individuale. E di errori, in casa azzurra, ce ne sono stati troppi.

Il primo tempo è stato un monologo juventino mascherato da equilibrio. Il gol di David arriva su una ripartenza nata da un’uscita sbagliata del reparto difensivo partenopeo: Locatelli legge l’inserimento, serve l’argentino che anticipa Spinazzola e trafigge Meret. Da lì in poi il Napoli prova a reagire, ma Hojlund sbatte contro un muro chiamato Bremer e Vergara non riesce mai a incidere davvero.

Nella ripresa la musica non cambia. Conte prova a mischiare le carte con gli ingressi di Giovane, Beukema e infine Lukaku, ma è troppo tardi. Al 78’ Juan Jesus regala il raddoppio: appoggio morbido e sbagliato, Miretti ringrazia e serve Yildiz che deposita in rete a porta vuota. L’illusione di una rimonta svanisce in un secondo. All’86’ Kostic chiude i conti con un sinistro dalla distanza che bacia il palo interno e si insacca. Game over.

La Juventus ritrova il sorriso dopo un periodo complicato e manda un segnale forte: la vetta è ancora nostra e non abbiamo intenzione di mollarla. Yildiz si conferma fenomeno, David è un cecchino letale dalla panchina, Thiago Motta dimostra di saper leggere e gestire le partite con lucidità.

Il Napoli, invece, esce con tanti interrogativi. La difesa ha mostrato crepe preoccupanti, la manovra è risultata prevedibile e l’ingresso di Lukaku è arrivato quando la partita era già finita. Conte avrà molto da lavorare in vista del Bologna: perché contro le grandi non basta il cuore, serve anche la testa.

Ora testa alla prossima. La corsa Scudetto è ancora lunga, ma stasera la Juventus ha ricordato a tutti chi comanda.