Una festa di sorrisi, giochi ed entusiasmo ha animato lo stadio Alfredo Giraud in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, trasformando la casa del Savoia in un grande spazio di accoglienza, condivisione e sensibilizzazione. Il rettangolo verde, solitamente teatro di battaglie sportive, per un giorno ha cambiato volto, diventando un luogo dedicato ai più piccoli e ai loro diritti, nel segno dei valori più autentici dello sport.
L’iniziativa, organizzata dal Savoia 1908 FC e patrocinata moralmente dal Comune di Torre Annunziata, nasce da un’idea del centro Ludie e ha visto la partecipazione straordinaria di oltre 500 bambini provenienti dalle scuole cittadine e dalle associazioni sportive del territorio. Una presenza numerosa e vivace, che ha riempito lo stadio di colori e voci, rendendo tangibile il senso profondo di una giornata pensata per promuovere il benessere, l’inclusione e la crescita armoniosa delle nuove generazioni.
Al centro dell’evento, il messaggio chiaro e condiviso che il diritto allo sport rappresenta uno strumento fondamentale per lo sviluppo psicologico, educativo e sociale dei giovani. Attraverso il gioco, la socializzazione e il movimento, i bambini imparano il rispetto, la collaborazione, la condivisione e il valore delle regole, elementi essenziali per costruire cittadini consapevoli e responsabili.
La manifestazione si inserisce all’interno del progetto promosso dalla società, ideato da Emanuele Filiberto di Savoia, Nazario Matachione e dai soci del club, con l’obiettivo di lavorare sulle radici della comunità partendo proprio dalle scuole, creando un legame solido tra sport, territorio e valori condivisi.
A portare il saluto del club e a testimoniare la vicinanza del Savoia ai più piccoli sono stati il direttore sportivo Antonio Mazzei, l’allenatore Raimondo Catalano e il calciatore Francesco Umbaca, che hanno incontrato i bambini tra applausi, sorrisi e momenti di autentica emozione, sottolineando l’importanza di credere nei sogni e nella forza dello sport.
Una giornata che ha lasciato il segno, non solo nei cuori dei bambini, ma anche in una città che ha riscoperto il valore educativo e sociale del calcio. Il Giraud, per un giorno, è stato più di uno stadio: è diventato casa, comunità e futuro.

