Il 5 giugno di ogni anno, nell’ambito della Festa Nazionale dei Carabinieri, si celebra e commemora la data in cui la Bandiera dell’Arma fu insignita della prima medaglia d’oro al valor militare per la partecipazione dei Carabinieri alla prima guerra mondiale (era il 1920). La motivazione che accompagnò la medaglia: “Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle armi d’Italia”. I Carabinieri rappresentano istituzione e forza di ogni contrada, ogni paese, ogni città: con le volanti, le stazioni, le compagnie. Sempre pronti ad intervenire, per qualsiasi emergenza o necessità. A Nocera, oltre col simpatico suono della banda ascoltato nel pomeriggio, è giusto ricordarlo con il primo piano sulla targa che ricorda Gennaro Niglio, carabiniere diventato generale, non un nocerino ma uno che a Nocera s’è battuto alla grande, in anni difficilissimi. Niglio era, è e resterà l’esempio dello spirito che dovrebbe sempre albergare in tutte le forze dell’ordine: mai confondersi, mai scendere a patti o amicizie, tenersi sempre alla larga dal “male” pur dovendolo conoscere per contrastarlo, evitare frequentazioni ambigue e servire lo Stato da una parte e la gente dall’altra. Non sono cose scontate, onore a Niglio e a quelli come lui.

