La cucina italiana diventa Patrimonio Unesco

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La cucina italiana è ufficialmente Patrimonio mondiale dell’Umanità. L’annuncio è arrivato da Nuova Delhi, dove l’assemblea Unesco ha approvato l’ingresso dell’intero sistema culinario italiano nella Lista dei beni culturali immateriali. Si tratta del primo caso al mondo in cui non viene riconosciuto un singolo piatto, ma un insieme di pratiche, saperi, ritualità e tradizioni che definiscono la cultura alimentare di un Paese.

La premier Giorgia Meloni ha parlato di “orgoglio nazionale”, sottolineando come la cucina italiana rappresenti molto più di un repertorio gastronomico. È cultura, identità, lavoro e un motore economico che oggi vale oltre settanta miliardi di euro di export. Nel suo messaggio ha ricordato il ruolo centrale delle filiere agricole, custodi di qualità e sostenibilità, e la capacità dei produttori e dei cuochi italiani di trasformare la tradizione in eccellenza.

Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha celebrato il risultato definendolo una vittoria della squadra Paese. Ha ricordato come la cucina italiana sia riconosciuta in tutto il mondo non solo per il gusto, ma anche per i valori di salute, innovazione e crescita economica che esprime. Il 2024 ha registrato risultati record per l’agroalimentare, con un aumento significativo dell’export.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha definito il riconoscimento una “festa nazionale” che rende omaggio alle famiglie che tramandano ricette e saperi, agli agricoltori che custodiscono la terra, ai produttori e ai ristoratori che portano l’Italia nel mondo. Secondo Lollobrigida, questo traguardo offrirà nuovi strumenti per proteggere il Made in Italy dalle imitazioni e per generare sviluppo e lavoro nei territori.

Anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha parlato di traguardo storico. L’ingresso della cucina italiana tra i patrimoni immateriali dell’umanità sancisce il valore culturale e identitario di un sistema che si fonda su stagionalità, territorialità e trasmissione intergenerazionale dei saperi. A essere tutelato è un vero patrimonio vivente che unisce comunità, biodiversità e memoria collettiva.

Il vicepremier Matteo Salvini ha celebrato su X il risultato come un premio a una filiera imitata ovunque, ricordando la necessità di difendere le tradizioni italiane. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di “obiettivo straordinario” raggiunto grazie all’impegno di tutte le istituzioni coinvolte.

Il riconoscimento dell’Unesco non rappresenta soltanto una celebrazione simbolica, ma un nuovo strumento per valorizzare e proteggere uno dei patrimoni identitari più profondi del Paese. La cucina italiana entra così ufficialmente nella storia come patrimonio dell’umanità, confermando ancora una volta la sua capacità di raccontare, attraverso il cibo, la ricchezza culturale dell’Italia.