La crisi esistenziale di Ruotolo

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L’europarlamentare PD e consigliere comunale a Castellammare “benedice il campo largo” ma manda a “rotoli” la scelta di Elly Schlein su De Luca Jr, che considera una ferita.

La domanda degli osservatori politici è chi comanderà in casa PD in Campania dopo l’elezione a segretario regionale di Piero De Luca? Quando durerà la tregua armata e la convivenza da separati in casa fra il futuro segretario regionale e il duo Ruotolo-Sarracino?

Tutto lascia presagire che non sarà facile per i dem questa percorso che condurrà il figlio di Vincenzo De Luca prima alla giuda del partito e poi nella difficile fase di scelta dei candidati per le prossime regionali e programma elettorale condiviso.

Intanto dopo il silenzio di meditazione Sandro Ruotolo, ritorna a parlare e le sue non sembrano essere parole di pace. “Mi ha provocato una ferita, io e gli altri amici che abbiamo sostenuto Elly Schlein non siamo certo contenti”. Lo afferma in un’intervista a Il Fatto Quotidiano, e coordinatore della mozione Schlein in Campania, commentando il via libera alla corsa del 5Stelle Roberto Fico in cambio della candidatura unica a segretario regionale di Piero De Luca, il figlio di Vincenzo.

L’europarlamentare considera che “L’era De Luca è finita, e ora prende finalmente il via la stagione del campo largo” aggiunge. “Grazie a Schlein – prosegue Ruotolo – l’era De Luca si è finalmente conclusa, con il suo netto no a un terzo mandato: tanti segretari del Pd ci avevano provato prima di lei, inutilmente. Finalmente daremo via alla stagione del campo largo. Il primo mattone lo mettemmo con la mia elezione in Senato, nel 2020, quando molti 5Stelle mi votarono nonostante il veto dei dimaiani. Ora avremo un candidato che stimo e che valorizza la parola ‘noi’, come Fico. Un uomo esperto, non un Masaniello. Ma il tema centrale saranno i programmi. Non tutto quello che è stato fatto in questi anni è da buttare. Però c’è molto da cambiare, dalla politica industriale all’ambiente” va avanti.

Tutto senza fare cenno alcuno che il segretario regionale sarà Piero De Luca. Semplicemente lo ignora, un comportamento contrario al suo stile battagliero.

Intanto ha parlato di programmi; ma chi siederà al tavolo per il PD nelle trattative sui programmi? Chi curerà la scelta dei candidati? Quanti consiglieri regionali uscenti e con voti “pesanti” troveranno spazio nelle liste del PD e quanti dovranno emigrare nella lista “a testa alta” che fa capo a Vincenzo De Luca e che si candida ad essere quella più votata in seno al campo largo?

Una partenza che con le dichiarazioni di Ruotolo, sembra mandare a “rotoli” l’azione di moral suation fin qui condotta dalla segretaria nazionale del PD.