La città di Scafati si ribella: “il nuovo piano ospedaliero è una presa in giro”

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Ci sono battaglie che non possono continuare in “eterno”, che necessitano di un vincitore affinché non si mietano altri morti. A Scafati si combatte da tempo in relazione alla questione dell’ospedale “Mauro Scarlato”, una struttura ampia su un estesa superficie situata nel “cuore” della città, che potenzialmente potrebbe diventare uno dei nosocomi di riferimento della zona. Da qualche anno l’ospedale, però, è stato chiuso. Niente più assistenza, niente pronto soccorso. Appena dieci giorni fa il presidente della regione De Luca ha annunciato un nuovo piano riorganizzativo per l’ospedale di Scafati con un pronto soccorso e il ripristino della rete di emergenza, ma forse non sarà così. “ Tale previsione non mi ha sorpreso” dice il consigliere comunale con delega alla sanità Brigida Marra, “Quando poi ho riletto il tutto mi sono resa conto che per la nostra provincia ed in particolare per Scafati non è stato previsto proprio nulla. Non è una battaglia da lasciare al caso, basta giocare sulla pelle dei nostri figli. Questa è violazione del diritto alla salute.” La consigliera non usa mezzi termini e si dice pronta ad andare in procura. Il dissenso è esteso: “ Il nostro ospedale diventerà un ospedale di comunità, secondo il nuovo piano, il cui compito sarebbe quello di interfacciarsi con l’ospedale sanitario ordinario per la presa in carico di interventi sanitari potenzialmente erogabili a domicilio ma che necessitano del ricovero per impedimenti di varia natura. Insomma un vero e proprio giro di parole” afferma Francesco Carotenuto, membro ed attivista di Scafati Arancione, da sempre in prima linea sulla questione ospedale. Carotenuto conclude: “ A noi interessa il pronto soccorso, non contentini per “buttar fumo” negli occhi della gente, e non ci fermeremo fino a quando la politica non la smetterà di calpestare il diritto alla salute dei cittadini”.

Ilaria Cotarella