La Campania si candida a ospitare il super-laboratorio di ricerca sulla fusione nucleare

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C’è anche la Campania tra le regioni candidate a ospitare il più grande polo nazionale di ricerca sulla fusione nucleare, con il super laboratorio Dtt (Divertor Tokamak Test facility), la macchina sperimentale da 500 milioni di euro destinata a fornire risposte chiave sulla fattibilità scientifica e tecnologica della fusione nucleare. Al 31 gennaio, data di scadenza del bando promosso da Enea, avevano risposto presentando formale candidatura anche Abruzzo, Emilia Romagna con un sito in tandem con la Toscana, Lazio, Liguria (con due siti), Piemonte, Puglia e Veneto.

Una commissione di esperti dovrà esaminare le proposte e valutarne la rispondenza ai requisiti del bando. Con un investimento di circa 500 milioni di euro, si stima che la Dtt potrà avere un ritorno nel tempo sul territorio ospitante di circa 2 miliardi di euro e impiegherà oltre 1.500 addetti, tra diretti e indotto, per rispondere ad alcune delle maggiori sfide della fusione: gestire i grandi flussi di potenza prodotti dal plasma combustibile e testare nuovi materiali, come i metalli liquidi, a prova di temperature elevatissime.

Lo scopo finale della ricerca è mettere al servizio del pianeta la stessa fonte di energia che alimenta il sole e le stelle, grazie all’impiego di un combustibile inesauribile e facilmente reperibile: l’acqua.