Juve Stabia, “tre punti” per ripartire

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Dopo la spumeggiante stagione passata, la Juve Stabia è ripartita da un allenatore giovane, reduce da un’ottima esperienza in panchina e dal grande passato da calciatore, fatto di Serie A, Champion’s League e Nazionale.

Lovisa ha infatti affidato, lottando strenuamente e imponendo il suo candidato, la panchina a Ignazio Abate, ex allenatore della Ternana e delle selezioni giovanili del Milan, squadra con la quale si è imposto, da calciatore, nella massima serie. Dopo le discussioni estive sul mercato e le tante chiacchiere che ne sono conseguite, il campo ha iniziato a emettere i primi verdetti: dopo tre giornate, la Juve Stabia è imbattuta, ha subito una sola rete e ha tre punti in classifica.

Qualcuno ha storto un po’ il naso per questo inizio di campionato, soprattutto per quanto riguarda le due partite in casa contro Venezia e Reggiana, partite in cui le Vespe hanno mantenuto un significativo predominio territoriale ma non sono mai riuscite a pungere in maniera decisiva.

Alla luce però di quanto visto in queste prime quattro uscite, la sensazione è che ci sia sicuramente molto su cui lavorare ma che le premesse siano ottime. Vi offro qui 3 spunti su cui riflettere

1) La Juve Stabia di Abate non prende tiri in porta

Il primo dato che subito salta all’occhio è quello del numero 1 alla voce “reti subite”: l’unica squadra capace infatti di far girare Confente verso gli spalti alle sue spalle è stata l’Entella, per di più da calcio piazzato. Non solo: in tre uscite stagionali la Juve Stabia ha subito solo 3 tiri nello specchio e nessuno di questi ha mai fatto sporcare il completino al numero 1 gialloblè.

Il dato risalta maggiormente se si pensa a come giocano le Vespe, con 50 metri di campo alle spalle dell’ultimo difensore e con un atteggiamento molto spregiudicato: in fase di costruzione della manovra infatti la Juve Stabia tende a posizionarsi con un 3241, alzando i quinti fino alla linea della punta e sfruttando i due trequartisti per attaccare lo spazio alle spalle del centravanti.

2) Poche partite ma ha già una grande identità

Quando si fanno rivoluzioni quasi totali, come quella fatta da Lovisa in questa finestra di calciomercato, difficilmente si riesce a vedere un’identità di gioco forte e riconoscibile già dalle prime giornate. Abate invece fin dal giorno della presentazione ha battuto sempre sullo stesso tasto: non si allenano i moduli, si allenano i principi.

Detto, (quasi) fatto: la sua squadra è stata fin dalla partita Lecce immediatamente riconoscibile. Pressione alta per recuperare subito il pallone, difesa a metà campo, grandissima attenzione nelle preventive e aggressività dei difensori centrali. In fase di possesso invece la squadra ha un ritmo più basso, tende a ragionare e a fraseggiare molto piuttosto che andare subito a folate come lo scorso anno.

Questo però, a dispetto dell’unico gol fatto in campionato, non causa una manovra sterile: nelle due partite in casa gli MVP sono stati di gran lunga Stankovic e Motta, estremi difensori di Venezia e Reggiana, e le “big chances”, le grandi occasioni costruite, addirittura 10. Ne consegue che quindi ci sarà sicuramente da lavorare ma che anche in zona offensiva le idee ci sono e vengono ben applicate.

3) Varietà e alternative

Sia chiaro, i picchi di qualità nei singoli raggiunti la scorsa stagione difficilmente si avranno quest’anno: Floriani-Mussolini è già risultato decisivo in massima serie, Fortini era considerato uno dei prospetti più interessanti del panorama giovanile italiano, Adorante è passato al Venezia per cifre record per le storia gialloblè.

Eppure quest’anno la Juve Stabia ha un’arma che l’anno scorso non aveva: la panchina lunga. Prendiamo a titolo esemplificativo il centrocampo: Leone è un costruttore puro di gioco, Correia ha dinamismo, forza fisica e gol nelle gambe, Pierobon recupera palloni, corre e ha grande qualità, Zuccon ha più qualità in fase di interdizione e nei lanci lunghi. In più, grazie al lavoro di Pagliuca, anche Mosti ha dimostrato di saper agire in quella zona di campo, aggiungendo alle sue indiscutibili qualità tecniche tenacia e grinta nel recupero palla.

Se Abate sarà bravo nel trovare il giusto mix, nel leggere bene le partite e a intervenire al momento giusto, la Juve Stabia potrà cambiare pelle ripetutamente, cercando sempre nuove soluzioni per mettere in scacco gli avversari.