Juve Stabia, stop alle interdittive antimafia per bouvette e ticketing: TAR Napoli sospende i provvedimenti

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Una svolta importante nel caso delle interdittive antimafia che avevano colpito alcune imprese fornitrici di servizi allo stadio Romeo Menti per la Juve Stabia (Serie B). Con ordinanza del 15 gennaio 2026, la Prima Sezione del TAR Campania (Napoli) ha accolto i ricorsi presentati da due ditte, sospendendo gli effetti dei decreti interdittivi emessi dal Prefetto di Napoli il 20 ottobre 2025. Le imprese potranno riprendere immediatamente le proprie attività economiche, dopo che il Comune di Castellammare di Stabia aveva revocato le licenze commerciali a seguito delle misure prefettizie.

Le due società coinvolte sono:

  • Vitelli Luisa di Michele Show (impresa individuale, nota anche come Michele Show di Vitelli Lucia/Luisa), assistita dagli avvocati Gaetano De Stefano e Alessandro Cacchione;
  • Ditta Napodano Alessandro (Napodos di Napodano Alessandro), difesa dall’avvocato Giovanni Gentile.

Queste imprese operavano nel corso della stagione calcistica 2024/2025 all’interno dello Stadio Romeo Menti, gestendo rispettivamente servizi di bouvetteria (ristoro e bar allo stadio) e ticketing (vendita biglietti).

Il contesto: le 11 interdittive antimafia del Prefetto di Napoli

Nel ottobre 2025, in un’operazione più ampia di “bonifica” legata all’amministrazione giudiziaria disposta dal Tribunale di Napoli sulla S.S. Juve Stabia S.r.l. (per presunte infiltrazioni del clan D’Alessandro), il Prefetto Michele di Bari aveva emesso 11 informative interdittive antimafia contro imprese dell’indotto calcistico. Le società erano accusate di permeabilità a infiltrazioni criminali in settori sensibili come sicurezza, stewarding, ticketing, catering, pulizia, servizi sanitari e trasporto della prima squadra.

Le interdittive, motivate da elementi di rischio mafia emersi dalle indagini della D.N.A. e della Procura di Napoli, avevano portato alla revoca delle autorizzazioni commerciali da parte del Comune stabiese, bloccando di fatto le attività.

Le motivazioni della sospensiva del TAR Campania

I giudici amministrativi hanno accolto la richiesta cautelare di sospensiva, riconoscendo fondati i rilievi dei ricorrenti:

  • Estraneità ai fatti contestati;
  • Difetto di istruttoria;
  • Difetto di motivazione, in violazione dell’art. 94, comma 1, del Codice Antimafia (D.Lgs. 159/2011).

In particolare, il TAR ha censurato il Prefetto per aver omesso ogni valutazione sulla possibile limitazione dell’efficacia dell’interdittiva sull’attività d’impresa, senza bilanciare adeguatamente gli interessi economici coinvolti con le esigenze di prevenzione mafiosa.

La sospensione è cautelare: l’udienza di merito è fissata per il 21 ottobre 2026, quando il TAR deciderà nel merito sul ricorso.

Impatto per le imprese e per lo stadio Romeo Menti

Con la sospensione immediata, le due ditte possono tornare a operare regolarmente. Si tratta di un provvedimento che alleggerisce la pressione su parte dell’indotto economico della Juve Stabia, già colpita dall’amministrazione giudiziaria dal ottobre 2025. Il caso rientra in un contesto più ampio di lotta alle infiltrazioni camorristiche nel calcio e negli appalti locali, con il clan D’Alessandro al centro delle indagini per presunto condizionamento sistematico.

Le altre 9 interdittive emesse nel 2025 non sono state toccate da questa ordinanza e restano in vigore, salvo eventuali altri ricorsi.