La Juve Stabia è ufficialmente in amministrazione giudiziaria. Il provvedimento, disposto su richiesta della Direzione nazionale antimafia per presunte violazioni del Codice antimafia, è stato eseguito dagli agenti della Questura di Napoli nelle prime ore del mattino.
Per motivi di urgenza, il tribunale ha già provveduto a nominare un amministratore che assumerà temporaneamente la guida del club, anche se il nome non è stato ancora reso pubblico — verrà comunicato tra oggi e domani. Sarà lui, in qualità di amministratore giudiziario, a gestire tutti i flussi economici della società, con pieni poteri conferiti dal giudice. In pratica, si comporterà da presidente della società.
L’incarico prevede anche la verifica dell’origine dei beni e delle risorse finanziarie del club. Se dovessero emergere elementi che colleghino parte del patrimonio a proventi illeciti riconducibili a gruppi criminali del territorio, tali beni saranno sottoposti a confisca. L’obiettivo dichiarato delle autorità è garantire la trasparenza nella gestione, preservando al contempo la continuità sportiva della squadra.
Per assicurare la sostenibilità economica della società, l’amministratore giudiziario avrà inoltre facoltà di intervenire sul mercato: potrà cedere calciatori, rinegoziare contratti o avviare trattative di rescissione qualora lo ritenga necessario per stabilizzare i conti.
Dal punto di vista sportivo, non sarebbero previste penalizzazioni in classifica: la Juve Stabia continuerà a disputare regolarmente il campionato di Serie B. Tuttavia, l’effetto domino che solitamente segue a questo tipo di provvedimenti è già atteso: l’apertura dell’amministrazione giudiziaria potrebbe infatti spingere diversi creditori a presentare ingiunzioni di pagamento. In tal caso, la legge stabilisce una priorità netta — stipendi dei calciatori e dei dipendenti verranno saldati per primi.

