Juve Stabia Pescara 2-2, Abate: “C’è rammarico, ma il pareggio è giusto. Questa è una squadra viva”

0
68
juve stabia pescara
mn24.it

Juve Stabia Pescara 2-2, Abate: “C’è rammarico, ma il pareggio è giusto. Questa è una squadra viva”. C’è soddisfazione, ma anche un pizzico di rammarico nelle parole di Ignazio Abate al termine di Juve Stabia-Pescara 2-2, una gara intensa, combattuta e ricca di spunti per l’allenatore gialloblù. Il tecnico delle Vespe analizza con lucidità una partita che sembrava indirizzata, ma che ha comunque confermato la solidità mentale del gruppo.

C’è rammarico perché sembrava una partita chiusa – spiega Abate – ma nel complesso il pareggio è giusto. Abbiamo fatto un’ottima gara contro una squadra viva e pericolosa. Mi porto dietro soprattutto la reazione: questa squadra non voleva perdere”.

Due partite in una sola gara

Il tecnico stabiese divide il match in blocchi ben distinti. Un primo tempo iniziato bene, poi una fase di difficoltà, e una ripresa dai due volti, speculare alla prima frazione.

I primi dieci minuti siamo partiti bene, poi per mezz’ora siamo scesi di ritmo. Il Pescara è venuto a mordere alto, a tutto campo, e lì potevamo fare meglio. Nel secondo tempo è successo l’inverso: partiti male, poi mezz’ora di orgoglio, impatto e qualità. La squadra ha cercato anche la vittoria, una gara quasi ‘all’inglese’”.

Abate sottolinea come contro squadre di questo tipo sia complicato trovare spazi: “Quando incontri avversari così aggressivi, è difficile sviluppare gioco pulito”.

Palle inattive e fase difensiva

Un passaggio chiave riguarda la gestione delle situazioni difensive, soprattutto sui calci da fermo.

Sono più arrabbiato per il gol subito su palla inattiva – ammette Abate – lì abbiamo difeso male su una rimessa laterale. In generale nel primo tempo dovevamo fare meglio la fase difensiva. Nel secondo abbiamo cambiato la scalata, accorciato le distanze e concesso pochissimo: abbiamo rischiato davvero solo una volta”.

Zeroli e i nuovi: “Impatto importante”

Tra le note più liete c’è l’impatto dei nuovi innesti, in particolare Kevin Zeroli, entrato con personalità e intensità.

“Zeroli lo conosco da ragazzo – racconta Abate – ero indeciso se schierarlo dall’inizio. Dopo il primo allenamento ho visto la personalità e ho deciso di metterlo dentro. Ti dà peso tra le linee, difende, attacca, porta superiorità. Deve migliorare in fase difensiva, ma porta energia”.

Il riferimento a Pierobon nasce dalle esigenze della partita: “In quel momento serviva qualcuno con caratteristiche precise, soprattutto uomo contro uomo”.

Gruppo corto, ma compatto

Non mancano i riferimenti alle difficoltà della settimana e a un organico ridotto all’osso.

“È stata una settimana complicata: Cacciamani, Correia e Giorgini non stavano bene. Siamo arrivati alla partita in pochi, ma mi tengo stretto questo gruppo. Si è ricompattato, ha reagito e non era facile”.

Classifica e prospettive

Infine, lo sguardo si sposta sul percorso complessivo della Juve Stabia.

“Essere a +10 dalla zona salvezza non era scontato – conclude Abate – ma non dobbiamo farci ingannare dalla classifica. Il girone di ritorno è sempre più complicato. Dobbiamo continuare a crescere e recuperare qualche pedina: Gabrielloni non l’abbiamo mai avuto, Varnier è a mezzo servizio, ma siamo comunque a quota 27 punti”.

Un punto che pesa, dunque, non solo per la classifica ma per la consapevolezza: questa Juve Stabia è viva, compatta e pronta a lottare fino in fondo.

Giuseppe D’Onofrio