Juve Stabia, che fine ha fatto Giacomo de Pieri?

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In questo convincentissimo inizio di stagione della Juve Stabia di Ignazio Abate, imbattuta dopo 6 giornate e record di punti in Serie B di Guido Pagliuca superato, c’è una questione che resta ancora irrisolta.

Abate si è dimostrato un allenatore estremamente elastico, capace di sorprendere totalmente con le sue letture e la sua gestione del gruppo, trovando spazio per praticamente ogni elemento della rosa. All’ex allenatore della Ternana va dato il merito di aver rispolverato Fabio Maistro, apparso tirato a lucido nelle ultime giornate e trasformato nello spirito rispetto alla scorsa stagione.

Leone è tornato il cuore pulsante del centrocampo, ha le chiavi della regia gialloblè e sforna grandi prestazioni come un fornaio il pane. Piscopo ha trovato nuova vita coi piedi sulla linea, da finto quinto di centrocampo con “licenza di uccidere”. Eppure Giacomo de Pieri fatica a trovare spazio.

Il talento classe 2006 di proprietà dell’Inter è completamente sparito dai radar dopo le prime due partite in cui era partito da titolare pur non offrendo prove particolarmente convincenti. Nelle ultime quattro giornate invece De Pieri non ha avuto minuti a disposizione, nonostante in alcune partite il suo mancino e la sua qualità nello stretto potessero servire a scardinare alcune difese particolarmente chiuse.

Più volte in conferenza stampa è stato chiesto ad Abate delle delucidazioni sulla situazione del classe 2006 ma in un modo o nell’altro il mister ha sempre glissato, non rispondendo mai apertamente. Dalle sue parole però si possono intuire alcune motivazioni. La prima è sicuramente fisica: de Pieri non è dotato di grossa struttura, anche per la giovane età, e l’impatto della Serie B potrebbe averlo intimorito. Per giocare tra le linee c’è bisogno di reggere fisicamente ed essere disposti anche sporcarsi le mani, cosa attualmente lontana dal bagaglio di de Pieri, alla prima esperienza da professionista.

Un’altra motivazione potrebbe essere tattica: non giocando più con delle ali offensive l’unico posto a disposizione del prodotto del settore giovanile nerazzurro è nei due sottopunta ma per i motivi elencati sopra non riesce ancora a incidere.

Un’altra potrebbe essere semplicemente fisiologica: non tutti i ragazzi maturano allo stesso momento, basti vedere che Fortini, rivelatosi uno dei migliori giovani della scorsa Serie B, ha iniziato a giocare con regolarità proprio dal 4 ottobre.

La verità al momento, ammesso ce ne sia una, è chiusa all’interno delle mura dello spogliatoio delle Vespe: quello che emerge però è che il ragazzo sia felice a Castellammare e sicuramente Abate non è un allenatore che ha paura nel lanciare i giovani.