La Juve Stabia esce sconfitta dal “Braglia” contro la capolista Modena, in una gara che conferma il divario tra una squadra ormai rodata e una che sta ancora cercando di costruire la propria identità.
Il 3-0 finale lascia poco spazio alle interpretazioni, ma Ignazio Abate, nel post-partita, non cerca alibi: il suo messaggio è chiaro, diretto e intriso di realismo.
“Ci deve far riflettere questa sconfitta – ha detto il tecnico –. Abbiamo incontrato una squadra forte, fisica, d’impatto. Abbiamo cercato di stare dentro la partita, ma non basta. Dobbiamo alzare il livello, e anche tanto, se vogliamo restare in categoria.”
Abate non si nasconde dietro la qualità dell’avversario o gli episodi arbitrali, ma punta il dito sull’aspetto mentale e agonistico.
“La differenza oggi è stata nella gara sporca, nei duelli, nelle seconde palle. Loro ci stavano sempre dentro, noi no. Dobbiamo imparare a giocare con la bava, con la determinazione. Non bastano solo le idee.”
Il tecnico riconosce che la sua squadra ha cercato di proporre gioco, ma la Serie B richiede molto più della semplice organizzazione tattica: servono “cattiveria sportiva” e continuità, soprattutto nei momenti difficili.
Il match si era aperto con qualche errore di impostazione che ha dato fiducia ai padroni di casa, bravi a sbloccarla con un eurogol di Nieling. Il rigore trasformato da Strizzolo e la deviazione sfortunata di Ruggero hanno chiuso i conti nella ripresa.
Una partita che la Juve Stabia ha provato a interpretare con coraggio, ma senza riuscire a dare continuità alle proprie trame.
Abate è lucido anche nell’analizzare la fragilità della squadra nei momenti chiave:
“Il Modena dà sempre l’impressione di stare in gara, anche nella difficoltà. È una mentalità che dobbiamo acquisire anche noi. Quando siamo in casa ci aiuta la spinta del pubblico, ma dobbiamo imparare a farlo anche in trasferta, con le unghie e con i denti.”
Nonostante la sconfitta, il tecnico ex Milan Primavera resta fiducioso nel suo gruppo:
“Alleno un gruppo grande a livello umano. È da lì che bisogna ripartire. La mia carriera ora conta poco, conta far crescere la squadra e darle convinzione. Dobbiamo concentrarci sulle cose controllabili: preparare bene le partite, migliorare nei dettagli, e gettare il cuore contro l’ostacolo con umiltà.”

