Soddisfatto del successo sul Sudtirol e dei 26 punti in classifica con cui la Juve Stabia chiude il 2025, Ignazio Abate si gode il momento positivo delle Vespe senza però perdere di vista la realtà. Il tecnico gialloblù elogia prima di tutto il gruppo e si sofferma sull’atmosfera del Romeo Menti, finalmente pieno e vibrante come auspicato alla vigilia.«Mi sembra doveroso partire dai complimenti ai ragazzi, perché oggi siamo a +10 sulla quintultima e questo, a inizio campionato, non era affatto scontato. Sono stati perfetti nell’interpretare la partita, anche nei momenti in cui c’è stato da soffrire».Abate analizza poi la gara:«Affrontavamo una squadra che aveva perso solo a Venezia: diretta, organizzata. Abbiamo fatto un buon primo tempo e siamo stati bravi a passare in vantaggio. Nei primi venti minuti della ripresa meritavamo di chiuderla, poi negli ultimi minuti siamo un po’ calati, anche perché c’era gente che non si era allenata in settimana. La squadra ha sempre dato la sensazione di essere solida: questa è la vittoria della maturità».Per l’allenatore non si tratta di un’impresa, ma del frutto del lavoro quotidiano e dello spirito del gruppo, con il valore aggiunto di un Romeo Menti vicino alle cinquemila presenze:«Questa è l’essenza di questo sport, che vive di emozioni. Non è un caso se in casa abbiamo questo ruolino di marcia: proveremo a migliorare anche fuori, anche se non sarà semplice. Al Menti si respira una magia particolare e questo è merito dei ragazzi e del pubblico. Abbiamo nelle corde la capacità di portare tanta gente allo stadio e spero che nel girone di ritorno continui così».Ora la sosta, poi il mercato:«So bene che tipo di mercato faranno le altre squadre e quanto sia vitale per le società mantenere la categoria. Dietro di noi ci sono grosse piazze che proveranno a risalire e ad ambire a posizioni più alte. Noi dovremo essere umili e bravi a non restare invischiati nelle sabbie mobili. È fondamentale arrivare presto a quota 46 punti: la storia insegna che tra play-off e play-out spesso ci sono sei o sette punti di differenza. Bisogna tenere viva l’ambizione e la rabbia. I momenti no possono capitare, ma cuore e umiltà ti permettono di restare in piedi».

