Juric verso l’esonero, l’Atalanta ha già scelto il successore

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A Bergamo tira aria pesante. Dopo il crollo con il Sassuolo, l’Atalanta si ritrova in piena crisi e Ivan Juric sembra ormai con un piede fuori dal club nerazzurro. La vittoria di Marsiglia in Champions, che solo pochi giorni fa aveva illuso sull’avvio di una possibile rinascita, non è bastata a salvargli la panchina: il 4-1 incassato al Mapei Stadium ha spazzato via le ultime certezze e riportato alla luce tutti i limiti di una squadra smarrita, senza identità e incapace di reagire.

La posizione del tecnico serbo era già in bilico da settimane, ma ora sembra davvero segnata. Le prossime ore saranno decisive per le valutazioni della dirigenza Percassi, che si è riunita già nella tarda serata di domenica per riflettere sulle mosse future. Le alternative non mancano: in cima alla lista dei desideri c’è Raffaele Palladino, che ha recentemente declinato l’offerta della Fiorentina e piace per la capacità di lavorare con i giovani e per un calcio propositivo, in linea con la tradizione atalantina. L’ex tecnico viola, pronto a tornare in pista dopo la separazione estiva, sarebbe la prima scelta per rilanciare la “Dea”.

Più defilato, ma ancora in corsa, Thiago Motta, tuttora a libro paga della Juventus dopo l’esonero. Il suo profilo, più tattico e metodico, potrebbe rappresentare una soluzione di equilibrio, soprattutto considerando i buoni rapporti tra bianconeri e nerazzurri. Un nome che fa riflettere, anche per la volontà della società di ridare una direzione chiara a un progetto tecnico che, dopo Gasperini, non ha più trovato stabilità.

Juric, dal canto suo, ha provato a difendersi nel post gara: «La responsabilità è mia, ma oggi è inspiegabile — ha detto a Dazn —. Solo pochi giorni fa eravamo entusiasti dopo Marsiglia, adesso sembra tutto crollato. Il Sassuolo si è chiuso bene, noi siamo stati poco concentrati. Abbiamo regalato due gol incredibili». Parole amare, quasi rassegnate, di un allenatore che sente la fiducia scivolare via.

L’Atalanta, al momento, è lontana dalle posizioni europee e paga un rendimento altalenante, con troppi blackout nelle ultime settimane. Il progetto Juric, partito tra entusiasmo e ambizione, rischia di finire qui, schiacciato tra le aspettative di una piazza esigente e la necessità di una scossa immediata. Palladino è pronto, Thiago Motta osserva, i Percassi riflettono. Ma una cosa è certa: la panchina della Dea è più instabile che mai.