La Commissione attività produttive avvia l’iter parlamentare, sostenuto da petizione online e studi su risparmio energetico e benefici per la salute.
In Italia prende avvio l’iter per introdurre l’ora legale tutto l’anno. Lunedì 17 novembre alle 14.30, nella sala stampa della Camera dei deputati, verrà illustrata ai giornalisti l’indagine conoscitiva promossa dalla Commissione attività produttive, volta a valutare la possibilità di rendere permanente l’ora legale.
Contestualmente, la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e Consumerismo No Profit consegneranno alla Camera, tramite Andrea Barabotti, promotore dell’indagine, 352mila firme raccolte online. I cittadini hanno chiesto con la petizione di adottare l’ora legale permanente, sottolineando i benefici economici e sanitari della misura.
“Con il ritorno all’ora solare si riaccende il dibattito sui 100 milioni di euro di risparmio e sui benefici per la salute”, sottolineano i promotori. Consumerismo No Profit evidenzia come, a tre anni dal lancio della petizione, l’unica risposta della politica sia stata l’istituzione di un tavolo tecnico, senza alcuna azione concreta. “Di fronte a questa persistente latitanza del decisore politico, è giunto il momento di superare l’immobilismo con uno strumento democratico diretto”, spiegano.
I dati economici e sanitari raccolti sostengono la proposta. Dal 2004 al 2024, i sette mesi di ora legale hanno permesso un risparmio complessivo di 11,7 miliardi di kWh e oltre 2,2 miliardi di euro in bollette. Solo nel 2025, il risparmio stimato da Terna ammonta a circa 330 milioni di kWh, pari a 100 milioni di euro, con una riduzione stimata di 160.000-200.000 tonnellate di CO2.
Secondo la SIMA, la maggiore esposizione alla luce naturale nelle ore serali favorisce la produzione di serotonina, migliora l’umore e contribuisce al benessere psicofisico generale. Al contrario, il ritorno all’ora solare può alterare i ritmi circadiani, causando disturbi e aumentando lievemente il rischio di attacchi cardiaci e incidenti stradali nella settimana successiva al cambio d’ora.
L’iniziativa segna dunque una svolta nel dibattito sull’ora legale, puntando a combinare risparmio energetico, tutela della salute e partecipazione diretta dei cittadini alla decisione.

