Che Silvio Baldini non sia un allenatore convenzionale lo si sapeva già. Ma con il suo arrivo sulla panchina dell’Italia Under 21, il tecnico toscano ha deciso di portare anche a Coverciano uno dei suoi metodi di lavoro più originali e discussi: l’allenamento con un occhio bendato.
Già sperimentato ai tempi di Palermo, Catania e Pescara, questo particolare esercizio nasce dall’idea di stimolare nei calciatori una percezione più profonda del gioco, migliorando equilibrio, concentrazione e gestione dello spazio. La benda, infatti, non è un vezzo scenico, ma uno strumento con cui Baldini vuole “spingere i ragazzi a guardare il campo non solo con gli occhi, ma con la mente e con il corpo”.
Il significato del metodo di Baldini
Allenarsi con un solo occhio costringe il cervello a riprogrammare le proprie reazioni. Privato della visione binoculare – quella che consente di calcolare con precisione distanze e profondità – il calciatore deve compensare affidandosi a sensazioni tattili, equilibrio, orientamento del corpo e ascolto dei compagni.
In altre parole, la benda allena la mente a reagire anche in condizioni di difficoltà, potenziando l’attenzione e la consapevolezza motoria. “Il calcio – ha spiegato Baldini in passato – non è solo corsa e tecnica, ma anche percezione e sensibilità. Chi gioca deve imparare a sentire il pallone e il compagno, non solo a vederli”.
Occhio bendato: Un esercizio per il corpo e per la mente
L’obiettivo è duplice per l’Italia Under21: da un lato migliorare la coordinazione neuromuscolare, dall’altro ridurre la percezione della fatica. Alcuni studi, infatti, mostrano che l’attenzione concentrata su stimoli sensoriali alternativi può modificare la percezione dello sforzo fisico.
E così, mentre gli Azzurrini si preparano ai prossimi impegni internazionali, Coverciano diventa il laboratorio di un calcio che non smette di sperimentare. Baldini, fedele al suo spirito libero e alla sua visione umana dello sport, continua a sorprendere: anche con una benda sull’occhio, il suo obiettivo resta quello di allenare la mente prima ancora che i muscoli.

