Italia. Festa della Liberazione tra memoria e rinascita.

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Oggi Festa Nazionale della Liberazione dal dominio nazi-fascista, l’Italia ricorda nelle parole del Presidente della Repubblica Mattarella “Il 25 aprile, patrimonio di tutti, rappresenta per gli italiani la festa civile della riconquista della libertà”.

Un giorno di rinascita dell’umanità provata dalle barbarie della guerra razziale. “Il giorno di un nuovo inizio, pieno di entusiasmo, portato a compimento con la Costituzione repubblicana del 1948”.

Una festa questa che ci ricorda in questo momento storico particolare “i valori di pietà e di civiltà della nostra gente, la ribellione contro la prepotenza e la furia cieca e devastatrice, a provocare le tante rivolte in molti paesi e città dell’intero territorio nazionale”.

A guidare questa pandemia come allora sono i sentimenti di solidarietà e generosità che smuovono parte della popolazione a resistere non solo per i propri cari, ma per il futuro e la pace a cui l’intera umanità da sempre aspira.

Come nel dopoguerra che “a sostenere materialmente i partigiani o l’esercito alleato, a boicottare i nazifascisti, a nascondere in casa un ebreo, un renitente o un soldato alleato, pur sapendo che questa scelta di umana solidarietà poteva mettere a rischio la propria vita e quella dei propri cari” – continua il Presidente – “Fu il senso dell’onore e dell’amor patrio a far preferire a seicentomila militari italiani la terribile, e spesso mortale, deportazione nei lager in Germania, piuttosto che combattere a fianco degli oppressori e degli aguzzini. Rinascita, unità, coesione, i sentimenti che hanno consentito al Paese di archiviare con la Liberazione una pagina nefasta della sua storia”.

E conclude – “una memoria consapevole che guarda al futuro con una Resistenza che ha costituito il laboratorio dove si sperimentò l’incontro e la collaborazione tra le grandi forze popolari, tra le diverse posizioni e culture politiche.Resistere allora significò combattere, rischiare di morire. Ma significò anche curare, accogliere perseguitati, testimoniare la propria umanità. Significò scrivere e parlare. Preparare con le idee nuove il tempo della libertà per tutti. Significò coraggio e speranza. Nel momento più buio e drammatico della nostra storia molti italiani, a prescindere dalle loro appartenenze politiche, culturali e religiose, risposero prima di tutto alla loro coscienza per opporsi alla violenza, alla dittatura, all’ingiustizia. In nome della libertà”.

Proiettare oltre il significato storico e politico l’esperienza della Resistenza, può aiutarci a mantenere vivo quel patrimonio di ideali e valori che oggi, ci permettono di superare le difficoltà del presente, unendoci nel ricordo e nelle fondamenta della nostra comunità.

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