Italia a caccia della quinta squadra in Champions, ma è dura lotta

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L’Italia insegue, studia, ma non molla. Dopo aver mancato la quinta squadra in Champions League per la stagione in corso, il nostro calcio rilancia la corsa in vista del 2026-27 e guarda con attenzione al ranking stagionale Uefa, vero termometro della forza continentale. La fotografia aggiornata dopo la quinta giornata di Champions League racconta di una battaglia serrata, dove ogni risultato europeo pesa come un mattone nella costruzione di un futuro più ampio per la Serie A.

La regola è chiara: solo le prime due nazioni del ranking stagionale ottengono un posto supplementare nella Champions. Al momento, l’Italia resta fuori da quella zona privilegiata. Davanti ci sono Inghilterra e Germania, mentre subito dietro, a pari punti, si muovono proprio gli azzurri e la Spagna, in una rincorsa che promette scintille fino alla primavera.

Il dominio inglese non sorprende. Nove squadre ancora in corsa nelle competizioni europee e un coefficiente che cresce con regolarità spiegano perché la Premier League continui a dettare il ritmo. L’Inghilterra viaggia in testa con un vantaggio solido, costruito non solo sui grandi nomi, ma su una profondità che permette anche ai club di seconda fascia di incidere. Subito dietro la Germania, compatta, costante, con sette squadre ancora vive e un rendimento che conferma la solidità strutturale della Bundesliga.

Il vero nodo è la lotta per il secondo posto, dove il duello è apertissimo. Italia e Spagna sono appaiate e separano ciò che è matematicamente possibile da ciò che è concretamente desiderabile. Non c’è margine per distrazioni: ogni vittoria, ogni pareggio, ogni qualificazione pesa come un punto in più su una bilancia che oscilla di settimana in settimana.

Per la Serie A la chiave sarà la continuità. A fare la differenza non sono solo le big abituate ai palcoscenici europei, ma anche le squadre impegnate in Europa League e Conference. È lì che spesso si costruisce il sorpasso, perché la costanza nel tempo compensa le inevitabili cadute nei match più complessi. E il dato positivo è che tutte le sette squadre italiane iscritte sono ancora in corsa, elemento che alimenta legittimamente la fiducia.

Il contesto resta però spietato. La Spagna, con otto club ancora in competizione, si muove con la stessa determinazione, e la Germania continua a mantenere un ritmo alto. In questo scenario l’Italia non può permettersi turni a vuoto, né eliminazioni premature. Ogni gol segnato, ogni partita portata a casa diventa parte di una battaglia che va oltre il singolo club, perché riguarda l’intero sistema.

Il sogno della quinta squadra non è solo una questione numerica, ma strategica. Avere un posto in più in Champions significa maggiori ricavi, maggiore attrattività internazionale, più possibilità di crescita per il movimento. È una porta che apre a investimenti, visibilità e sviluppo tecnico, e che rende il campionato più competitivo su scala globale.

Il ranking attuale racconta di un equilibrio precario, dove il margine è talmente sottile da rendere imprevedibile ogni proiezione. In questo momento l’Italia non è ancora tra le prime due, ma è integra, compatta, presente. E questa è la base da cui ripartire per rimettersi in scia e tentare il sorpasso.

Perché la corsa è lunga, e il verdetto non è ancora scritto. Ma se c’è una certezza, è che il destino della quinta squadra passa, come sempre, dalle notti europee. Quelle dove si costruisce il prestigio. Quelle dove si decide il peso del calcio italiano nel panorama continentale.