INVITO ALLA LETTURA. Noir a colori: quelli della notte!

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Il noir è il genere letterario a cui Angelo Petrella, valido narratore di storie a tinte scure, riconosce la forza espressiva capace di ripercorrere la vita, nelle sfaccettature più decadenti del mondo contemporaneo.

In uno degli incontri con autore a cura della Ubik di Vico Equense, presso il resort “Le Axidie” alla Marina di Seiano, la presentazione dell’ultimo libro di Petrella “Fragile e la notte” edito da Marsilio nella Collana Farfalle; nella prima opera di una serie di 4 storie che avranno anche una trasposizione cinematografica, il gioco delle carte è affidato all’Ispettore Denis Carbone, personaggio scomodo per l’irregolarità di un’ esistenza al limite del fallimento.

La prima indagine di Carbone, o meglio la prima significativa, perché a Posillipo non accade mai nulla di veramente importante che possa ricollegarsi con una criminalità forte, tipica di un territorio spesso alla ribalta della cronaca per i sempre nuovi intrecci che paiono quasi inventati per sorprendere la fantasia di chi li osserva da vicino o chi li ascolta da lontano.

Posillipo, quartiere che nell’immaginario dei più, rappresenta il sogno proibito di una vita vincente, di cui poco si conosce la storia e l’evoluzione nel tempo, diventa lo scenario del delitto efferato, commesso ai danni di tale Ester Fornario, donna bellissima e disinibita che gode degli agi che la vita le ha riservato.

Ad una prima analisi, sembra essere l’amante di turno l’autore dell’assassinio, ma l’intuito di Carbone fiuta una pista ben più articolata che metterà a repentaglio la sua stessa vita e la dignità del suo lavoro che già dieci anni prima ha rischiato di perdere per la dissolutezza delle personali scelte. Emergeranno così legami perversi e insospettabili,  sordidi vizi ricercati in vite banali e apparentemente solide.

Le vicende narrate sono quelle dei perdenti che lo sono realmente e quelle dei vincenti, che paiono più adatte ad essere riportate sulle pagine di rotocalchi per guardoni bavosi che anelano a far parte di scenari mitizzati in cartoline di menzogne anch’esse patinate.

Il ritmo è incalzante sin da subito, sembra di essere catapultati nei luoghi di cui si narra, inseriti in azioni rocambolesche dove i pensieri sono sempre più veloci, pronti a prefigurare il da farsi.

Intrigante la colonna sonora che parte da Chet Baker e Don Cherry, procede per Pastorius e Charlie Parker per chiudersi con il sax di Coltrane, che accompagna la deriva in cui i personaggi abitano.