Invito alla lettura: “MarÍa” di Nadia Fusini

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Una novella struggente e implacabile quella di Nadia Fusini, studiosa di Letteratura inglese e comparata, autrice di “MarÍa”, libro edito da Einaudi.

Un racconto nel quale la confessione di un omicidio diventa la ricostruzione dell’esistenza di una donna che si è concessa all’amore, destinato a un uomo sicuramente sbagliato.

Una donna che si è annientata per un compagno aggressivo, violento, arrogante, che l’ha considerata un oggetto di piacere, poi trasformatosi in un insostituibile peso di cui è apparso inutile il solo pensiero di liberarsene.

Una presenza priva di valore, ma che ha instaurato ugualmente un legame incomprensibile.

Un laccio imposto da una cultura maschilista in cui la prevaricazione della donna appare inevitabile quanto necessaria per consolidare un potere agli occhi del branco di maschi, inconsapevolmente succube di una cultura arcaica ma fortemente radicata.

Uomini fragili dalla virilità esibita che spadroneggiano nei sentimenti e nei corpi di femmine usate, abusate nella quotidianità che vive di silenzi mai urlati.

MarÍa, la protagonista, ha il coraggio di riconoscere le proprie responsabilità nell’accondiscendere alla realtà che le riserva solo umiliazioni, che divengono colpe quando la brutalità del marito oltrepassa i confini domestici per riversarsi sul rivale in amore. Un concorrente che non risulta essersi infiltrato nella vita di MarÍa quanto in quella della giovane amante di lui.

E MarÍa perché non abbandona un’esistenza siffatta? Perché ammette di esserne affascinata e di godere in quella sessualità bestiale che la lascia svuotata.

L’aver assistito all’esecuzione di un uomo che aveva inopinatamente attentato all’onore del marito corteggiandone l’amante, l’ha resa complice dell’efferato delitto.

Le sue mani sono state sporcate da quel sangue, anche senza essersi mai macchiate praticamente dal liquido rosso che ha visto scorrere.

Quando MarÍa riesce a liberarsene?

Esiste il coraggio di guardare in faccia il male che è dentro di noi, che si alterna con il buono che non sempre riesce a contenere quella zona d’ombra che s’impone e si trasforma in azioni reali, a volte, anche cruente.

Un viaggio nella mente di chi riacciuffa il desiderio di riagganciarsi a quel po’ di bene che conserva, per ritornare a vivere.

Ma è davvero possibile?