Due persone diverse, stessa frattura, due ricette mediche con la richiesta di radiografia.
Fin qui tutto regolare.
Cosa succederebbe, però, se per un “errore” la ricetta destinata ad un paziente finisse nelle mani dell’altro?
Singolare caso quello capitato nell’agro nocerino sarnese e che ha coinvolto, secondo le prime testimonianze, due residenti in cura dallo stesso medico della mutua.
Andiamo con ordine: uno dei due, a seguito di una caduta, si ritrova costretto a subire immobilizzazione dell’arto e quindi lunga degenza in attesa di rimarginazione della ferita. La prassi vuole che, dopo circa 30 giorni (salvo indicazioni diverse del dottore) il paziente chieda al medico curante di avere la ricetta per prenotare la radiografia. E il medico la prescrive.
Ironia della sorte, i pazienti che devono avere la stessa ricetta in quello studio medico sono in realtà due. E al momento della consegna…i nominativi si invertono. Nessuno, però, sembra accorgersene, fino a quando uno dei due, recatosi in ospedale, scopre di non poter fare nulla perché i connotati non corrispondono.
“Quando il medico mi ha dato la ricetta – ha raccontato uno dei due – in realtà l’ho messa in tasca senza guardarla. Non avrei mai pensato che il nominativo fosse sbagliato”.
E ora? Tutto da rifare. Il paziente tornerà dal medico per rifare tutto da capo. Per una procedura che, da semplice e lineare…è risultata più complicata che mai.
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