Intervista a Silvio Garattini: Quanta pasta al giorno e la dieta per arrivare a 97 anni

0
51
silvio garattini

Il professor Silvio Garattini, icona di una vita lunga e in salute, oncologo, farmacologo e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche «Mario Negri», ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera (leggi l’articolo originale qui: https://www.corriere.it/salute/26_gennaio_28/garattini-longevita-intervista-55ccb54d-65ea-4b57-8602-c6c981be8xlk.shtml). A 97 anni mantiene una lucidità e una prontezza di spirito invidiabili. Nel dialogo, Garattini rivela le sue abitudini quotidiane, i pilastri della longevità e anticipa il suo nuovo libro in uscita il 17 febbraio con Piemme, intitolato Non è mai troppo tardi.

Domanda: Professor Garattini, qual è il Suo segreto per arrivare a 97 anni in così buona forma? È la genetica?

Silvio Garattini: Direi di no. Ho conosciuto solo uno dei quattro nonni e i miei genitori sono morti relativamente presto. La probabilità di arrivare a questa età in buone condizioni è dovuta alle abitudini di vita.

D: Nel Suo caso quali sono queste abitudini?

S.G.: Non ho mai fumato, ho sempre bevuto poco (e da un paio d’anni non bevo più alcol), ho sempre svolto attività motoria (cammino circa 5 km al giorno), non ho mai consumato droghe o giocato d’azzardo. Un altro fattore importante è stato il mio interesse per la medicina e la ricerca. E mangio poco.

D: Quanto poco mangia esattamente?

S.G.: Al mattino una spremuta d’arancia, qualche volta la frutta cotta; a pranzo un po’ di pasta (non più di 50 g), se sono in Istituto un pezzetto di pizza o una tazzina di riso, una banana; la sera spesso un primo e assumo proteine soprattutto sotto forma di legumi e di pesce. Mangio poca carne.

D: E la vita sociale come la vive?

S.G.: Ho 5 figli, 7 nipoti, 3 pronipoti… mi tengono attivo!

D: Lei continua a lavorare, scrivere e occuparsi del futuro. Il Suo nuovo libro, in uscita il 17 febbraio con Piemme, si intitola Non è mai troppo tardi. Per che cosa non è mai troppo tardi?

S.G.: Per pensare alla salute: sono i giovani che devono cambiare atteggiamento nei confronti degli stili di vita, perché la longevità si costruisce fin da piccoli, anche se il titolo ricorda che anche da adulti si può invertire la rotta. Non si azzerano i danni prodotti negli anni precedenti, ma si possono attenuare.

D: Per vivere a lungo serve mangiare poco e quindi essere magri, ma oggi non basta un farmaco per dimagrire?

S.G.: Non è la stessa cosa, perché quel tipo di farmaci sono studiati per l’obesità dei diabetici. La via migliore è quella di abituarsi a mangiare poco, altrimenti il peso perso si riprenderà quando si smetterà il farmaco.

D: Si può mangiare poco ma mangiare male?

S.G.: No. Nel mio libro spiego che ci sono tre pilastri per alimentarsi correttamente: badare al quanto, al cosa (noi abbiamo la dieta mediterranea che rispetta la salute) e al quando, che è stato molto enfatizzato in questi ultimi tempi con i vari tipi di digiuno.

D: Si riferisce al digiuno intermittente: serve davvero?

S.G.: Può essere un facilitatore per diminuire il consumo di cibo – e torniamo al quanto –, ma ritengo più importante adattare i tempi alle situazioni personali. Si può mangiare anche 5 volte al giorno.

D: Anche cenare alle 22 va bene?

S.G.: Sì, ma dipende dall’ora in cui ci si corica: ci deve essere tempo per digerire.

D: Lei mangia super corretto oppure fa qualche sgarro?

S.G.: Mi capita poco, perché lo stomaco alla fine non prende di più. La sera, però, mangio sempre un dolce perché il cervello ha bisogno di zucchero, basta non esagerare.

D: Qual è il Suo piatto preferito?

S.G.: Cous cous di verdure.

D: Faceva anche delle gare di cucina un tempo…

S.G.: Da giovane. C’era un periodo in cui mi piaceva molto cucinare improvvisando, in fondo sono “nato” come perito chimico.

D: Si può coniugare il gusto con la salute?

S.G.: Ci si può educare a gustare senza mangiare troppo. Io sono molto grato a mio padre perché mi ha educato anche a esercitare la volontà.

D: Quanto ci ostacola l’ambiente “obesogeno”?

S.G.: La tendenza è spingerci a mangiare di più.

D: Lei è un punto di riferimento per tanti lettori: qual è la Sua ricetta per vivere una lunga vita in salute?

S.G.: Premesso che la longevità è multifattoriale potremmo sintetizzare: non fumare, non bere alcol, non usare droghe, non giocare d’azzardo, fare movimento, mantenersi normopeso con una dieta varia e moderata, avere continue relazioni sociali, un sonno di almeno 7 ore a notte, fare le vaccinazioni e gli screening.

D: La longevità è uno dei temi più letti. Perché?

S.G.: Il sogno assurdo dell’immortalità. Si pensi a Putin e Xi che parlavano di come vivere fino a 150 anni. Siamo lontani: abbiamo fatto piccoli progressi ma in Italia i centenari sono ancora pochi, 22mila su 60 milioni. Comunque a Trieste ho avuto l’occasione di cenare con 50 centenari e non ce n’era uno obeso!

D: Stiamo rimuovendo il pensiero della morte?

S.G.: Chi ha potere non vuole morire, chi ha soldi vuole tenerseli.

D: Pensa mai alla fine?

S.G.: Ho raggiunto un equilibrio, alla mia età so che il domani può non esserci, però se ci sono devo fare tutto quel che posso.

Questa intervista al Corriere della Sera sottolinea come Silvio Garattini sia un esempio vivente: a 97 anni dimostra che la longevità non è questione di fortuna, ma di scelte consapevoli e costanti. Il suo messaggio è chiaro: Non è mai troppo tardi per iniziare a prendersi cura di sé.