Intervista a Jorit, “Torre e la forza gentile della giustizia”

0
180

di Marco Visconti

In occasione della recente delibera che porterà alla realizzazione di un murales in memoria di Antonio Esposito Ferraioli, vittima innocente di camorra, presso l’Auditorium di Pagani, abbiamo voluto rispolverare un’opera già esistente nello stesso luogo: il ritratto di Marcello Torre, sindaco assassinato nel 1980 dalla criminalità organizzata.A firmare quel murales è Jorit, artista napoletano noto in tutto il mondo per i suoi ritratti profondi e simbolici. Lo abbiamo intervistato per parlare di Torre, di arte pubblica e di memoria civile.

Cosa ti ha ispirato nella realizzazione dell’opera dedicata a Marcello Torre?

“L’opera è nata dal desiderio di catturare l’essenza di Torre, la sua passione civile, il suo coraggio. Mi ha colpito molto la sua determinazione e il modo in cui ha sempre lottato per la giustizia, anche nei momenti più difficili.Inoltre, ho avuto la fortuna di ascoltare la sua storia direttamente dalla figlia e non posso negarti che è stato molto toccante. Quell’incontro ha dato un significato ancora più profondo al lavoro”.

Perché hai scelto proprio l’Auditorium di Pagani come luogo per il murales?

“Ho scelto di realizzare il volto di Torre all’Auditorium perché credo che la sua figura possa ispirare anche le nuove generazioni che frequentano quel luogo. Volevo che il suo messaggio di speranza e giustizia raggiungesse un pubblico più ampio, anche al di fuori dei contesti più difficili o periferici.Non penso che la street art debba limitarsi a luoghi problematici: la memoria e l’impegno vanno portati ovunque”.

In questi giorni si parla di un nuovo murales dedicato ad Antonio Esposito Ferraioli sulla facciata dell’Auditorium. Sei coinvolto anche in questo progetto?

“No, non sono stato coinvolto direttamente in questo progetto. Credo che ci sia stata una diversa direzione artistica da parte di Libera, ma non ho avuto modo di approfondire.Detto ciò, se viene realizzata una nuova opera non può che farmi piacere. Io penso che più murales e più artisti ci sono, meglio è! Spero di avere l’opportunità di collaborare nuovamente in futuro”.

Sui tuoi social non si trova facilmente la foto del murales dedicato a Torre. Come mai?

“Sui social è presente solo una minima parte delle centinaia di opere che ho realizzato negli anni. Se non ricordo male, condivisi la foto dell’opera appena finita, cancellando momentaneamente altre opere realizzate sullo stesso tema, come quelle dedicate a Siani e Impastato. Poi ho cancellato anche quella, dopo aver realizzato un nuovo murale su Siani molto più grande a Casoria. In generale credo che la soglia di attenzione sui social sia molto limitata e cerco di non tenerli troppo pieni”.