Inibizione di 18 mesi a Enzo Pastore. Ma il Tribunale Federale bacchetta la Procura

Il Tribunale Federale Nazionale (Sezione Disciplinare) ha inflitto un’inibizione di 18 mesi a Enzo Pastore, ex presidente del Comitato Campania della FIGC-LND. L’ex numero uno di Strettola Sant’Anna alle Paludi è stato ritenuto colpevole di comportamento “doloso” nel non rilevare le irregolarità commesse in 1272 partite (Seconda Categoria; Terza Categoria Avellino, Napoli e Salerno; Attività Mista Napoli e Salerno), con particolare riferimento alla stagione 2014-2015.

Secondo il Tribunale Federale, Pastore avrebbe lasciato correre sulle tante irregolarità, consistenti soprattutto sull’impiego in gare ufficiali di 828 calciatori non tesserati.

Prima di addentrarsi nel merito della vicenda, il collegio ha preliminarmente rigettato l’eccezione di giudicato formulata dalla difesa, che invocava la violazione del principio del ne bis in idem (in virtù del quale è vietato l’avvio di nuovi procedimenti rispetto a fatti già definiti con sentenza passata in giudicato). Un’eccezione incentrata sul carattere similare tra la segnalazione del Commissario Straordinario Cosimo Sibilia – che ha dato impulso al procedimento – e quelle già presentate dal precedente commissario straordinario, che avevano condotto a diversi deferimenti nei confronti dello stesso Pastore. Richiamando anche giurisprudenza della Corte Costituzionale, il Tribunale Federale ha chiarito che “l’ampiezza e l’entità delle irregolarità contestate ben hanno potuto legittimare diverse azioni della Procura Federale volte a censurare svariati profili di illiceità“. Dunque, (nulla vieta che) “i fatti contestati con il presente procedimento, pur riguardanti lo stesso periodo storico nonché la medesima attività gestoria, siano ontologicamente diversi rispetto a quelli contestati con i precedenti deferimenti, sia sotto il profilo del nesso causale che sotto il profilo degli eventi consequenziali”.

In coda al provvedimento, però, lo stesso Tribunale Federale “bacchetta” – e non poco – la Procura Federale che, pur solerte nel proporre deferimento per Enzo Pastore, non ha inspiegabilmente deferito tutte le società che avevano impiegato in campo atleti non tesserati.

Non solo. Il Tribunale non si spiega i motivi per cui la Procura non abbia deferito – per omessa denuncia – nemmeno tutti coloro che, in fase dibattimentale, hanno praticamente ammesso di essere a conoscenza di comportamenti illeciti messi in atto da Enzo Pastore, perseverando in un laissez-faire che, di fatto, ha finito per aggravare ulteriormente la posizione di tutto il movimento del calcio dilettantistico campano.

Raffaella Ascione/Giuliano Pisciotta

E’ possibile leggere il dispositivo completo del Tribunale Federale Nazionale QUI