Un posto per prostituirsi in strada? Paga 10.000 euro all’anno e avrai la tua zona. Un dettaglio che sembra insignificante, ma che dice molto sul mercato del sesso urbano nell’Agro Nocerino sarnese. Un dettaglio venuto fuori dall’interrogatorio reso dall’unica delle quattro giovani nigeriane arrestate lo scorso week end, in via Nazionale, davanti al gip del tribunale di Nocera Inferiore. La ragazza era finita in carcere con le accuse di estorsione e sfruttamento della prostituzione, dopo una rissa con due sue coetanee. L’aggressione aveva spinto i carabinieri di tre comandi ad intervenire, per poi muovere accuse in particolare verso quattro delle sette protagoniste. Accuse tutte cadute in sede di convalida, con le nuove indagini che probabilmente la procura disporrà per meglio chiarire la vicenda. Ma in attesa dell’evolversi degli eventi, dal racconto di quell’africana senza fissa dimora è possibile delineare un quadro che meglio chiarisce il meccanismo della prostituzione in strada nelle nostre zone. La ragazza ha spiegato al magistrato di aver saldato un debito, nel corso di cinque anni, di quasi 50.000 euro. Una somma versata ad una certa “Mammana”, una donna, al momento sconosciuta, a fungere da “protettore” per le ragazze della Nazionale. Un aspetto certamente atipico, in considerazione di alcuni risvolti investigativi del passato proprio su quella porzione del territorio. Quando la procura indagava sull’omicidio delle prostitute Santina Rizzo e Maria Ambra, in un’informativa i carabinieri annotarono che proprio la zona della Nazionale che poi si allunga lungo via Lamia, fosse “controllata” da alcuni pregiudicati della zona. Il sospetto che vi fosse qualcuno a raccogliere il “pizzo” dalle prostitute era una delle ipotesi che muoveva la ricerca del serial killer
La circostanza che a gestire oggi quel giro di prostituzione ci possa essere una donna, potrebbe aprire anche scenari differenti. E confermerebbe anche che mettere fine all’attività di giovani donne da strada lungo l’intero comprensorio è tutt’altro che facile. Per un motivo dominante più di altri: le cifre in denaro tutt’altro che modeste che passano da una mano all’altra. Eppure, i sindaci del comprensorio negli anni avevano provato più volte a contrastare il fenomeno della prostituzione in strada. Con ordinanze sindacali, emanate più e più volte negli anni e richiedendo pattugliamenti e controlli maggiori alle forze dell’ordine. Una volontà espressa anche dai cittadini, che tra Angri e Scafati in particolare, erano più volte scesi in strada per “ripulire” certe zone da un via vai di clienti e ragazze avvenenti impegnati a consumare sesso anche a ridosso di singole abitazioni. Una difficoltà evidente anche sulla litoranea di Pontecagnano e nel salernitano, con una recente inchiesta della Procura che dimostrò un asse di ferro tra albanesi e romeni per gestire un numero enorme di ragazze in più zone del territorio. E se non c’è la strada, c’è invece il privato. Con gli annunci sul web. Un mercato differente, ma in crescita, che garantisce ben altre condizioni rispetto al contesto urbano. Diversi portali web offrono a chiunque voglia accederci la possibilità di consumare un rapporto con giovani donne in ogni comune della provincia. Recenti blitz, soprattutto nell’Agro Nocerino, hanno tuttavia fatto emergere la presenza di persone impegnate a sfruttare modeste case o singoli appartamenti, che vengono offerti a ragazze provenienti da tutto il mondo. E dove per ogni serata a luci rosse, vi è una percentuale in più da pagare sull’affitto

